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ORARIO ESTIVO E NUOVO ORARIO DAL 1 SETTEMBRE 2020

Da leggere con cura! Nuovo orario estivo dal 18 luglio al 31 agosto 2020 e nuovo orario delle celebrazioni in vigore dal 1 settembre 2020

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“Mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio”

In questi giorni del tempo di Natale la memoria dell’evento “incarnazione di Gesù” diventa riflessione e comprensione del suo “mandato” ed indica al credente e ai “magi” (a tutti gli uomini che cercano) la strada su cui camminare.

Siamo infatti invitati a cogliere un movimento che è il contrario di quello che ci ricordano i canti ed i presepi tradizionali: non “andare a Betlemme”, ma a “portare ai poveri il lieto annuncio” e a tornare a casa “per un’altra strada”! Siamo infatti portati a mettere l’accento e a ritenere importante il cammino di “andata” (“andare a vedere”), ma quello che è importante è il cammino del “ritorno”, che nasce da ciò che si è “visto”! E’ così nel cammino dei pastori, nel cammino dei magi e nel cammino di Gesù!

L’attesa del Natale ci induce facilmente a sentirci parte di tutti coloro che vanno a vedere, di coloro che vogliono comprendere se Gesù è veramente il punto di riferimento della storia; ora è il momento di “vedere” e di tirare le conseguenze di quello che “abbiamo visto” e “toccato”!

La domenica dopo l’ottava e la solennità dell’Epifania nella loro vicinanza si fanno invito comune ad accogliere la “presenza” del Signore nella nostra vita e a valutare se e come “cambiare strada” … perché l’incontro con il Signore “cambia” ciò che siamo, domanda attenzione e ascolto, determina un cammino “nuovo” …

Il cambiamento che ci è richiesto non segue la logica del mondo ed è bene espresso dalle parole che Gesù applica a se stesso (“portare ai poveri il lieto annuncio, …”) e dai doni dei sapienti magi (“oro, incenso e mirra”): così Gesù non parla più del “giorno di vendetta del nostro Dio” e i magi, “avvertiti in sogno”, ritornano al loro paese percorrendo un altra strada.

Su questo cambiamento di prospettiva, che l’incontro con il Signore alimenta in ogni credente, siamo invitati a riflettere: il cammino che ci è richiesto non è solo quello verso di Lui, ma soprattutto quello che parte da Lui ed incontra l’Altro. Cambiamento di prospettiva ed “occasione” di conversione al tempo stesso, come ci ricorda il nostro Vescovo. E’ quell’invito ad “aprire le porte” che da tempo ci rivolge papa Francesco: per testimoniare e condividere con tutti la misericordia di Dio! Epifania, festa delle genti!

Domenica Domenica dopo l’ottava del Natale del Signore Gesù – 4/5 gennaio 2020
1.a lettura Siracide 24, 1-12: Allora il creatore dell’universo mi diede un ordine, colui che mi ha creato mi fece piantare la tenda e mi disse: “Fissa la tenda in Giacobbe e prendi eredità in Israele”.
2.a lettura Romani 8, 3b-9a: Quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi.
Vangelo Luca 4, 14-22: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore».
Solennità Epifania del Signore – 5/6 gennaio
1.a lettura Isaia 60, 1-6: «Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te. Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te».
2.a lettura Tito 2, 11 – 3, 2: Carissimo, è apparsa infatti la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo.
Vangelo Matteo 2, 1-12: Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.