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Festa patronale di Luvinate

dal 29 giugno al 12 luglio 2020

Programma

Attività estive 2020

Informazioni e sondaggio da compilare per chi è interessato all’iniziativa ENTRO MARTEDI’ 9 GIUGNO.

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In cammino

L’occasione che il Signore ci offre, in questo tempo, è quella di “fare quaresima” ovvero di “fare quarantena”, di occuparci seriamente della nostra “salute” … nel senso più ampio del termine, che i credenti traducono spesso con “salvezza”.

La quaresima è conosciuta spesso da tutti per essere un tempo di “rinunce” (sprechi, divertimenti, carne, …) e di “fioretti” (attenzione all’altro, sacrifici, impegni, …); è quindi considerata un tempo triste e impegnativo, un pò come mettersi a dieta …

Il senso vero, proprio come nel caso della dieta, non è rinunciare o limitarci ma ristabilire la salute e quindi privarci delle molte intossicazioni di cui ci alimentiamo: esse riguardano non solo quello che mangiamo, proprio come ci ricorda il Vangelo con il racconto delle tentazioni di Gesù nel deserto, perché “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”.

Entriamo quindi nella quarantena che ci conduce alla Pasqua ringraziando innanzi tutto il Signore, che ci offre l’occasione di lasciarci guidare e sostenere, in questo cammino, dalla sua “Parola”. Essa è pane e cibo: chiede di essere “accolta”, “masticata” e “mangiata” ed è il modo concreto con cui Gesù, secondo il racconto di Matteo, respinge le tentazioni e la fa risuonare nel suo e nel nostro cuore. Non risponde al divisore con le sue parole, con quello che gli viene alla bocca, ma fa memoria della “Parola di Dio”, la usa “da uomo” (e non da Dio), e così allontana il tentatore, prende le distanze da lui.

Il suo esempio, è talmente concreto da offire anche a noi una strada, un sentiero da preferire anche quanto siamo tentati di fare nostra la logica del divisore.

“Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. La tentazione della fame e la risposta scelta da Gesù ci insegnano a rimanere ed essere uomini, a fare i conti con la realtà senza cercare scorciatoie nelle difficoltà, compresa quella di invocare il miracolo, ci aiuta a cogliere la presenza del Signore non attraverso episodi ma nella sua Parola e nei fatti della vita.

«Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». La tentazione del tempio, di approfittare della propria relazione con il Signore e di usarla come assicuraione sulla vita, porta Gesù ad estrarre, dalla “Parola di Dio”, una parola superiore, per ricordarci di non usare il Signore, a stare “davanti a Lui”.

«Vattene, Satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». La tentazione del successo e della gloria deve sempre fare i conti con qualcuno a cui sottostare, con una logica da adorare e riconoscere, con una schiavitù; ed anche in questo caso il Signore Gesù ricorda al divisore che solo al Signore si deve questo riconoscimento e questo culto, perché il Signore ci “libera”.

Si comprende quindi la via che la Chiesa ricorda a tutti, mettendo al centro il digiuno, la preghiera e la carità (o elemosina). Essa è, innanzi tutto, affermazione di libertà e di liberazione, adesione al Signore ed alla sua “Parola” … e quindi “pulizia”! Per manifestare la necessità di scegliere, di rinunciare a quello che non è essenziale e di cui possiamo fare a meno, di ripristinare l’ordine delle cose, di restituire senso e significato al tempo e alle cose che facciamo, di dare maggiore spazio alla preghiera e all’ascolto, di tacere e fare silenzio, di fare attenzione all’altro, di ripristinare la giustizia, di essere misericordiosi, di farci prossimo …

Buon cammino.


In questa domenica di forzato digiuno eucaristico propongo di leggere insieme, quando si pranza o nel momento ritenuto più opportuno, il brano odierno del Vangelo di Matteo (capitolo 4, versetti 1-11).


Domenica Domenica all’inizio di Quaresima – 29 febbraio/1 marzo
1.a lettura Isaia 58, 4b-12b: Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?
2.a lettura 2ª Corinzi 5, 18 – 6, 2: Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio.
Vangelo Matteo 4, 1-11: Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».