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Percorso di iniziazione cristiana, 1° anno

Presentazione e informazioni sul percorso di iniziazione cristiana 2020-2021

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NUOVO ORARIO DAL 1 SETTEMBRE 2020

Da leggere con cura! Nuovo orario delle celebrazioni in vigore dal 1 settembre 2020

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Convertire lo sguardo

L’itinerario quaresimale accompagna da sempre il cammino dei catecumeni che riceveranno il Battesimo, la Cresima e l’Eucarestia nella prossima Pasqua. La liturgia invita tutti i credenti a fare il medesimo cammino, in cui ci fa da guida il Vangelo di Giovanni.

In questo tempo in cui non ci è consentito celebrare insieme e il cammino si fa incerto, può allora esserci di aiuto, accanto al punto di vista del “catecumeno”, il punto di vista del “discepolo”: Giovanni, infatti, nell’incontro di Gesù con la donna samaritana, mentre ci mostra la sua gioia, non ci nasconde la perplessità dei discepoli.

Nella realtà ci appartiene molto di più il disorientamento dei discepoli per questo incontro che la gioia della samaritana; sono allora proprio per noi le parole di Gesù che ci invitano ad “alzare gli occhi”, a “mietere ciò per cui non avete faticato”, a “fare la volontà di colui che mi ha mandato” e a “compiere la sua opera”!

C’è infatti, innanzi tutto, uno “sguardo”, sul mondo e sull’umanità, che esige “conversione”, che necessita di fare proprio lo sguardo di Dio sul mondo e sull’uomo e che non sempre ci riesce facile comprendere … Nella vicenda al pozzo di Samaria, tutto sembra essere “fuori posto”: l’ora, la persona, il luogo, la sete, la fame, la brocca, la storia, Giacobbe, i mariti … eppure Gesù è li, dove tutto sembra fuori posto!

Così i discepoli, e noi con loro, sono invitati a cogliere in questo incontro un “segno”; sono invitati a convertire lo sguardo e ad uscire dalla logica di chi “governa la vita”, di chi ha tutto “sotto controllo”, di chi “pianifica tutto” … e si fa invito a liberarci da questa schiavitù, per cogliere la sua presenza, per riconoscere che “uno semina e l’altro miete”, “perché chi semina gioisca insieme a chi miete”.

Per questo occorre non dimenticare che fare Pasqua è fare esperienza di “liberazione”, inserimento nella “vita nuova”, e ricordo della “schiavitù” … che nonostante tutto ci rassicura e ci attrae, perché le “abitudini” e le “usanze” ci rassicurano.

La risposta di Gesù ai discepoli si fa allora invito a cogliere che il nostro compito, come il suo, non è quello di affermare noi stessi, di conservare le abitudini e le usanze, di fare come si è sempre fatto … ma di fare spazio al Padre, perché “il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera”, di riconoscere che la sua presenza e la sua azione ci precedono sempre. E il nostro compito è solo di corrispondere alla sua volontà, che è sempre da comprendere e fare nostra.

Sono molto belle, le letture che in questa domenica accompagnano il percorso della donna samaritana e dei discepoli di Gesù: esse ci ricordano la “parole” di Dio a Mosé (“«Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile.”) e la dignità di cui il Signore ci ha rivestiti. Esse ci rimandano con forza al motivo che è all’origine di tutto: l’amore del Padre! E’ questa origine che si fa per noi “comando” (Mosé) e “benedizione” (Paolo) per giungere alla “conoscenza di lui”!

Che il Signore ci sia di conforto e guida nel cammino e ci conceda di convertire su di Lui il nostro aguardo!
Buon cammino.


In questa domenica di forzato digiuno eucaristico propongo di leggere insieme, quando si pranza o nel momento ritenuto più opportuno, il brano odierno del Vangelo di Giovanni (capitolo 4 versetti 5-42, valutando se leggere solo i versetti dal 31 al 38).


Domenica Domenica della samaritana, seconda di Quaresima – 7/8 marzo
1.a lettura Esodo 20, 2-24: Il Signore parlò a Mosè e disse: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile: Non avrai altri dèi di fronte a me».
2.a lettura Efesini 1, 15-23: Il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati.
Vangelo Giovanni 4, 5-42: Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera.