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Percorso di iniziazione cristiana, 1° anno

Presentazione e informazioni sul percorso di iniziazione cristiana 2020-2021

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NUOVO ORARIO DAL 1 SETTEMBRE 2020

Da leggere con cura! Nuovo orario delle celebrazioni in vigore dal 1 settembre 2020

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Convertirsi per “essere liberi”

Lo “sguardo” con cui siamo stati invitati a cogliere l’incontro di Gesù con la donna samaritana, diventa oggi necessario per comprendere, nella domenica “di Abramo”, la controversia tra Gesù e i giudei, su cui i discepoli sono sollecitati a riflettere.

La questione seria della fede si pone oggi alla nostra attenzione per farci cogliere la differenza fra Gesù e i giudei, che anche i discepoli rischiano di non comprendere. Tutti, infatti, siamo tentati di classificare la relazione e l’incontro con il Signore come “importante” e al tempo stesso “occasionario”, come “legame” e “oscurità”, come “tradizione” e “opere” … E’ la classica posizione dei “figli” nei confronti di un “genitore” …

Non é allora casuale che Gesù ponga i suoi discepoli a distanza e non li coinvolga; così che possano cogliere l’invito a “rimanere” nella sua parola , a “conoscere” la verità ed ad “essere liberi”!

“Rimanere”, per essere “figli” (di Abramo) nel “Figlio del Padre”. Non si tratta solo di riconoscere la “presenza” di Dio in mezzo a noi nel Signore Gesù: si tratta di entrare in una relazione “di vita”, come quella che sperimentano le persone sposate o consacrate. Si tratta di comprendere che l’incontro con il Signore cambia la vita e non è “un momento”, “un episodio”, “uno spazio” … ma è uno “stare con”, un “vivere con” … fino a diventare un “vivere in Cristo”!

“Conoscere” la verità. Verità è uno dei molti nomi del Signore e di Gesù. Non solo perché dice il vero, ma soprattutto perché svela il “cuore”, ciò che sta dietro, quello che ci abita, quello ci motiva. Questa parola ci aiuta a comprendere l’enorme distanza fra l’agire di Gesù e quella dei giudei, fra il “legame con Dio” di Gesù e il “legame religioso” dei giudei. Non è solo una questione di “forma”!

“Essere liberi”! La questione della “libertà”, per Gesù e la tradizione della Chiesa, non riguarda l’esterno (“da”) ma tocca il “cuore” dell’uomo (“di”), quello che siamo. Ecco perché necessita dei due passaggi precedenti (“rimanere” e “conoscere”) ed è strettamente legata all’incontro con il Signore Gesù. “Essere liberi” è quindi innanzitutto un “dono”, qualcosa che “riceviamo” e che siamo invitati a custodire in ogni situazione, soprattutto in questi giorni.

La riflessione su “Gesù ed Abramo” che ci viene offerta ci consente di cogliere il tesoro che ci viene offerto anche nell’episodio dell’Esodo, quando ci viene ricordata la nostra “dura cervice”, perché mentre il Signore ci rende partecipi della sua “eredità” siamo tentati di pattuire regole, per mantenere le nostre schiavitù e dipendenze. Ed anche Paolo ci ricorda l’enorme distanza che distingue la fede (in quanto “relazione di fede”) dalla legge (in quanto rispetto della forma). Per questo Abramo è differente! Ed anche e soprattutto Gesù!

La Parola di questa settimana si fa così invito a convertirsi, ad indirizzare il cammino sulle orme di Gesù, il “figlio del Padre”, ad “essere figli” e quindi ad “essere liberi”!
Buon cammino.


In questa domenica di forzato digiuno eucaristico propongo di leggere insieme, quando si pranza o nel momento ritenuto più opportuno, il brano odierno del Vangelo di Giovanni (capitolo 8 versetti 31-59, soprattutto la parte iniziale con i versetti dal 31 al 36).


Domenica Domenica di Abramo, terza di Quaresima – 14/15 marzo
1.a lettura Esodo 34, 1-10: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervice, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità».
2.a lettura Galati 3, 6-14: Di conseguenza, quelli che vengono dalla fede sono benedetti insieme ad Abramo, che credette.
Vangelo Giovanni 8, 31-59: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».