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ORARIO ESTIVO E NUOVO ORARIO DAL 1 SETTEMBRE 2020

Da leggere con cura! Nuovo orario estivo dal 18 luglio al 31 agosto 2020 e nuovo orario delle celebrazioni in vigore dal 1 settembre 2020

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Convertirsi per “morire con Lui”

Entrare nella vicenda di Lazzaro con gli occhi e il cuore del discepolo richiede di compiere quel “passo avanti” che compie, apprentemente con ironia, il nostro “gemello”: Tommaso.

Perché anche nella vicenda di Lazzaro i discepoli si interrogano: ma Lazzaro non è un uomo qualunque, è “un amico”; non è un “uomo cieco dalla nascita” o “una donna di Samaria”, ma “il nostro amico”! E questo rende i discepoli “parte”, “corpo” di quello che succede; non più spettatori a distanza o semplici uditori degli insegnamenti del maestro …

Da questo momento, infatti, i discepoli comprendono che la “conversione” che è loro richiesta dal maestro non li riguarda dall’esterno ma li tocca direttamente. Perché essa comporta un legame “con” Gesù che li accomuna alla sua vicenda e che li rende sempre più consapevoli della differenza fra chi “cammina di giorno” e chi “cammina di notte”.

I discepoli imparano così a cogliere la “scelta” di Gesù che riguarda i luoghi e le persone; la compagnia di Lazzaro, di Marta e di Maria; l’amicizia che non teme la distanza e che diventa “segno” al di la della morte.

La pagina del Vangelo di Giovanni, letta dalla parte del discepolo, non parla genericamente della vita che vince la morte; ma dell’amicizia che va “al di là” della distanza; dei nostri “legami” che non vengono meno; del nostro legame “con” Gesù; del “legame” con il Padre: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato» …

Gesù, nella vicenda dell’amico Lazzaro, loda il Padre “prima” di intercedere per Lazzaro e di richiamarlo alla vita: è questo il “legame” che Egli ricorda ai discepoli ed a noi; é questo il “legame” che non possiamo dimenticare e che da “vita” e diventa “segno”. Segno di “distanza”, per tutti coloro che cercano nelle relazioni un vantaggio ed una distinzione dagli altri; segno di “prossimità e misericordia”, per tutti coloro che si riconoscono chiamati a “condividere” la “presenza” di Dio con noi.

Così l’osservazione, un po’ ironica, del “gemello” (chiamato Dìdimo) Tommaso: «Andiamo anche noi a morire con lui!», non manifesta solo la comprensione della situazione ma anche la consapevolezza che il “legame” che si è stabilito con Gesù, comporta anche per i discepoli la stessa “via” e lo stesso esito: “dare la vita”!

E ci consente di capire che con la prossima settimana non possiamo entrare nella “settimana autentica” da spettatori, ma da discepoli, consapevoli che anche noi dobbiamo fare la nostra parte, perché il Signore è “nella medesima barca”, come ci ricorda in questi giorni papa Francesco.

L’esempio di Tommaso, di Marta e di Maria, di Lazzaro, ci siano di esempio, di conforto e di sollecitazione a comprendere e fare nostra la “via” del Signore Gesù, di cui la croce è il “segno”: “dare la vita”.

Buon cammino.


In questa domenica di forzato digiuno eucaristico propongo di leggere insieme, quando si pranza o nel momento ritenuto più opportuno, il brano odierno del Vangelo di Giovanni (capitolo 11 versetti 1-53, almeno la parte finale dal versetto 32 al 45).


Domenica Domenica di Lazzaro, quinta di Quaresima – 28/29 marzo
1.a lettura Esodo 14, 15-31: Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l’Egitto, e il popolo temette il Signore e credette in lui e in Mosè suo servo.
2.a lettura Efesini 2, 4-10: Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo.
Vangelo Giovanni 11, 1-53: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».