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Ripartenza celebrazioni da lunedì 18 marzo

Da leggere con cura! Nuovi orari per la ripresa delle celebrazioni delle S. Messe e nuove indicazioni per la partecipazione. Nuove modalità di accesso alla segreteria.

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Maggio mariano 2020

Indicazioni per il mese di Maggio

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Una settimana “unica”

Abbiamo l’occasione quest’anno, di entrare nella settimana “autentica” lasciandoci guidare dal Vangelo di Giovanni e di lasciare sullo sfondo l’ingresso di Gesù in Gerusalemme: veniamo così invitati a “seguire”, non solo con gli occhi, il cammino di Gesù (“tenendo fisso lo sguardo su Gesù”) e a distogliere lo aguardo da chi gli sta intorno, siano essi i fanciulli, la gente, i discepoli, i capi dei sacerdoti e i farisei, i giudei, Maria, Lazzaro e Marta …

Il quadro che ci offre Giovanni, infatti, raccoglie “tutti”, un po’ come succede in questi giorni in cui tutti dobbiamo stare a casa e ci arrivano le voci di tanti; ma ognuno, in questa vicenda, é presente con la sua visione, ha un proprio obiettivo, persegue il proprio fine, lascia il proprio “segno”, manifesta il proprio cuore …

E’ allora necessario cogliere il “segno” meraviglioso che compie Maria, che è l’unica, con Gesù, a capire il suo congedo dai suoi: c’é infatti, nella vicenda di Gesù, una “storia” che si compie, in cui “tutti” operano … e in cui Gesù “porta a compimento” il disegno del Padre.

Il cosiddetto “quarto canto del servo del Signore” del profeta Isaia ci offre una chiave fondamentale per comprendere come Gesù assume su di sé tutto l’agire dell’uomo, quello che succede, quello che generiamo o subiamo con il nosto agire, quello di cui siamo convinti o di cui ci lamentiamo, le divisioni e le discordie … per fare “pace”!

Il suo “stare” nella tempesta, il suo “essere” con noi sulla barca, si manifestano con forza nel brano di Isaia e nel Vangelo di Giovanni e ci sono di particolare conforto in questo tempo da cui tutti vorremmo essere liberati … anche se siamo tentati di tirarci fuori senza condividere “la barca”, la situazione, il cammino …

L’esempio di Gesù si fa allora “via”, non perché ci fa “uscire” dall’Egitto o dalla pandemia, ma perché ci sollecita a ripristinare l’ordine delle cose, a ridare senso a ciò che viene prima, a quello che é importante nella vita.

Nel racconto di Giovanni sono presenti molti interessi: quello economico (Giuda), quello religioso (sacerdoti), quello sociale (sacerdoti e farisei), quello per i poveri (Giuda e Gesù), quello spettacolare (la folla), quello per gli amici (Marta e Lazzaro), quello relazionale (Maria), quello di chi cerca (molti Giudei) …

E quasi simmetricamente ci troviamo oggi a dover ristabilire, personalmente e come società, l’ordine di importanza di tutte queste cose … cercando di ricordare che la vita, personale e dei fratelli, è più importante!

La “via” seguita da Gesù, a costo della vita, è “fonte di vita”! E’ questo che ci ricorda il brano di Isaia, nonostante l’incomprensione del mondo. E’ questa la logica in cui Paolo ci invita a riconoscerci e che ci sollecita a fare nostra, non perché siamo capaci di cambiare la realtà, ma perché attraverso di noi possa agire Colui “che dà origine alla fede e la porta a compimento”.

Per questo anche noi, con Gesù, entriamo in questa settimana autentica per imparare da Lui, che “si è fatto obbediente”, a fare “come Lui”!

Buona settimana “autentica”!


In questa domenica di forzato digiuno eucaristico propongo di leggere insieme, quando si pranza o nel momento ritenuto più opportuno, il brano odierno del Vangelo di Giovanni (dalla fine del capitolo 11, al versetto 55, fino al versetto 11 del capitolo successivo).


Domenica Domenica all’inizio della settimana “autentica” – 4/5 aprile
1.a lettura Isaia 52, 13 – 53, 12: Perciò io gli darò in premio le moltitudini, dei potenti egli farà bottino, perché ha spogliato se stesso fino alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i colpevoli.
2.a lettura Ebrei 12, 1b – 3: Fratelli, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento.
Vangelo Giovanni 11,55 – 12,11: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».