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ORARIO ESTIVO E NUOVO ORARIO DAL 1 SETTEMBRE 2020

Da leggere con cura! Nuovo orario estivo dal 18 luglio al 31 agosto 2020 e nuovo orario delle celebrazioni in vigore dal 1 settembre 2020

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Il vuoto che segna la “presenza”

Accogliere la Pasqua, e la storia, con gli occhi della “discepola” Maria di Màgdala non è semplice: richiede di compiere quel passaggio che Gesù riesce a farle fare con poche parole e di cui i “discepoli” faranno esperienza “durante quaranta giorni” …

Il “passaggio” riguarda, come ci attesta Maria di Màgdala, il “vedere”, l’ “udire” e la “presenza” di Dio; non in astratto, ma in una quotidianità fatta di “lacrime” (“stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva”), di “ipotesi” (“pensando che fosse il custode del giardino”) e di “segni” (“Hanno portato via il mio Signore”) …

In questa Pasqua insolita, privati della possibilità di riunirci per accogliere i doni del Signore e cantare la vittoria dell’amore che si fa dono sulla morte, anche noi viviamo il disorientamento di Maria e talora anche le sue lacrime per la perdita di una persona “cara”. Sperimentiamo il vuoto.

Eppure è proprio questa la situazione “favorevole” per afferrare ciò che Maria di Màgdala ha intuito subito: che mentre tutto cambiava, la “presenza” di Gesù era “certa”, “fisica”, “tangibile”! Ed era necessario “condividerla” con “i fratelli (e le sorelle) di Gesù”!

La quarantena quaresimale ci ha introdotto nel giorno di Pasqua, che ora si estende per 7 settimane, e diventa l’occasione per noi non di riprendere il cammino, la dove lo abbiamo sospeso, ma di ridare “ordine” e “priorità” alla nostra vita, proprio in virtù della testimonianza del Risorto, che “ha vinto la morte”!

Maria Maddalena comprende che dopo aver fatto esperienza della “presenza” del Signore risorto, non si torna ad essere “come prima”, ma occorre farsi “testimoni” (“apparve anche a me”, ci ricorda Paolo), occorre condividere con gli altri i “doni” del risorto, fare “memoria” con i “fratelli” di quello che si è “visto” e “udito”. Tenendo presente che in Giovanni e nelle Scritture “vedere” e “udire” non si riferiscono alle capacità degli occhi e degli orecchi, ma alla capacità propria dell’uomo di comprendere i “fatti” e le “parole” di Dio.

Dare forma e sostanza a quello che “abbiamo visto e udito”, in questi tempi di pandemia non è solo una prospettiva, per i credenti, ma una “occasione”: per riaffermare l’importanza di “chi serve”, la dignità di ogni uomo e del suo lavoro, del nascere e del morire, del creato e dell’abitare, del coltivare e del “prendersi cura” … nel Nome del Signore Gesù, che ha vinto la morte!

Buona Pasqua!


In questa domenica di forzato digiuno eucaristico propongo di accendere una candela sulla tavola e di leggere insieme, quando si pranza o nel momento ritenuto più opportuno, il brano odierno del Vangelo di Giovanni (al capitolo 20, dal versetto 11 fino al 18 compresi).


Domenica Domenica di Pasqua, nella Resurrezione del Signore Gesù – 12 aprile
1.a lettura Atti degli Apostoli 1, 1-8a: Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio.
2.a lettura 1ª Corinzi 15, 3-10a: Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto. Io infatti sono il più piccolo tra gli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana.
Vangelo Giovanni 20, 11-18: Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.