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Ripartenza celebrazioni da lunedì 18 marzo

Da leggere con cura! Nuovi orari per la ripresa delle celebrazioni delle S. Messe e nuove indicazioni per la partecipazione. Nuove modalità di accesso alla segreteria.

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Maggio mariano 2020

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La “vita nuova”: con Spirito e perdono

Secondo la tradizione cristiana, con la Pasqua e il Battesimo ricevuto nella Veglia pasquale, inizia il tempo della “mistagogia” per coloro che hanno ricevuto la “vita nuova” e sono stati rivestiti con la veste bianca. Ecco quindi, oggi, il momento di riporre l’abito ricevuto in dono e di iniziare a comprendere e a vivere “da risorti”!

Questo tempo di pandemia pone anche noi nella medesima posizione dei “neofiti” e dei “discepoli”, di coloro che hanno ricevuto l’annuncio del risorto, ma che non riescono a cogliere la novità e il cambiamento … Siamo un po’ come tutti quelli che vogliono uscire per tornare a vivere “come prima” … e non hanno ancora capito “che cosa è successo”.

La vita di Gesù e dei discepoli, dopo la resurrezione, non è “come prima”! Così la Chiesa, in questo tempo di Pasqua, ci sollecita a riflettere seriamente sulla “difficoltà” dei “discepoli” a “riconoscere”, “credere”, “ascoltare” … Non è solo una difficoltà “storica” (e quindi passata); è la difficoltà di tutti e di sempre a “riconoscere”, “credere”, “ascoltare” … la sua “Presenza” e vivere “da risorti”!

Può allora esserci di aiuto il cammino di questi 50 giorni “di Pasqua” per cogliere, nella Parola che ci viene offerta, la “via” che il Signore ci indica e ci “ricorda”, proprio attraverso l’esperienza dei “discepoli” ed oggi in particolare di Tommaso (il nostro fratello “gemello”).

Nella “consegna” odierna, il Signore Gesù dona lo Spirito Santo e lo unisce al perdono, offre cioé ai discepoli una chiave fondamentale per orientare il cammino. Noi vediamo spesso, in questa consegna, l’affidamento di un potere … ma rischiamo di dimenticare che questa consegna avviene “dopo” la resurrezione, dopo la “cena”, dopo la lavanda dei piedi, dopo la dispersione dei discepoli, dopo la paura …

Unire il dono dello Spirito Santo e il perdono ci rivela che senza il primo non esiste il secondo e che il perdono dei peccati, la “riconciliazione” sono il motivo profondo della “Presenza” e dell’azione di Dio con noi.

Occorre allora comprendere il “nuovo sguardo” che la resurrezione di Gesù richiede ai credenti: guardare la realtà aprendo il cuore al “soffio” dello Spirito per farci “strumento” del suo perdono. Quello sguardo che anche Tommaso comprende di dover assumere, dopo aver dubitato dei “fratelli” … e che Gesù, fraternamente, gli ricorda!

Si, il mondo ha bisogno di uomini e donne con lo sguardo che nasce dall’ascolto dello Spirito, che assumono responsabilmente il nostro essere “fratelli e sorelle” e sanno “riconciliare”!

Buona Pasqua, Maranatha!


In questa domenica di forzato digiuno eucaristico propongo di accendere una candela sulla tavola e di leggere insieme, quando si pranza o nel momento ritenuto più opportuno, il brano odierno del Vangelo di Giovanni (al capitolo 20, dal versetto 19 fino alla fine).


Domenica Domenica “in albis depositis”, seconda di Pasqua – 18/19 aprile
1.a lettura Atti degli Apostoli 4, 8-24a: Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno.
2.a lettura Colossesi 2, 8-15: Fratelli e sorelle, fate attenzione che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo.
Vangelo Giovanni 20, 19-31: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».