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Percorso di iniziazione cristiana, 1° anno

Presentazione e informazioni sul percorso di iniziazione cristiana 2020-2021

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Festa di Morosolo 2020

dal 17 al 21 settembre 2020

Programma

NUOVO ORARIO DAL 1 SETTEMBRE 2020

Da leggere con cura! Nuovo orario delle celebrazioni in vigore dal 1 settembre 2020

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La “vita nuova”: riconoscere il pastore che guida all’unità

La figura del pastore appassionato che custodisce, protegge e riunisce il gregge, in questi tempi di pandemia, è un forte invito a discernere: da un lato l’agire del Signore e dall’altro la “vita nuova” di cui siamo stati resi partecipi.

Perché il pastore “bello e buono” di cui ci parla il Vangelo di Giovanni non agisce per interesse, non ha secondi fini, non vuole legare a sé, non cerca sudditi; non fugge, non abbandona, è disposto a dare la vita … ed attende che ci mettiamo “in ascolto”, riconoscendo che “conosco le mie pecore”.

Si, il Signore ci “conosce” uno ad uno ed attende che anche noi ci mettiamo in gioco, per conoscerlo, per accogliere la sua “presenza”, per riconoscere in Gesù il pastore e lasciarci condurre ad essere “uno”. La “vita nuova” esige una relazione diretta con Gesù e con il Padre, non prevede intermediari ed in questo tempo di silenzio e di separazione dagli altri possiamo fare esperienza della sua presenza.

Così Giovanni ci invita a cogliere nel pastore “bello e buono” innanzitutto il senso della relazione con Dio: ci viene infatti richiesta “conoscenza” reciproca, non dipendenza; disponibilità a lasciarci “guidare”, non comandare; sguardo che si allarga alle “altre pecore”, non chiusura …

Tenendo fisso lo sguardo su Gesù siamo quindi invitati a cogliere la sua passione per l’unità: essa non è il risultato dell’impegno, degli accordi, degli interessi, della condivisione, della ricerca … ma dell’ “ascolto”! L’unità è sempre dono dello Spirito Santo e nasce dal cuore di uomini e donne “in ascolto” del pastore “bello e buono”.

Diventa allora facile comprendere l’attualità dell’episodio degli atti degli apostoli, in cui ci viene ricordata la richiesta di cercare “fra voi” persone di “buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza”. Anche noi, oggi, abbiamo bisogno di uomini e donne così: non solo per le necessità di questi tempi, ma per “ascoltare” la voce del pastore e “camminare” verso l’unità.

Facciamo quindi nostre, in questo giorno di Pasqua, le parole dell’apostolo Paolo, che, citando Isaia, ci ricorda con gioia: “Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di bene!”.

Buona Pasqua, Maranatha!


In questa domenica di forzato digiuno eucaristico propongo di accendere una candela sulla tavola e di leggere insieme, quando si pranza o nel momento ritenuto più opportuno, il brano odierno del Vangelo di Giovanni (al capitolo 10, dal versetto 11 al 18).


Domenica Quarta domenica di Pasqua – 2/3 maggio
1.a lettura Atti degli Apostoli 6, 1-7: Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico.
2.a lettura Romani 10, 11-15: Come sta scritto: «Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di bene!».
Vangelo Giovanni 10, 11-18: Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.