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ORARIO ESTIVO E NUOVO ORARIO DAL 1 SETTEMBRE 2020

Da leggere con cura! Nuovo orario estivo dal 18 luglio al 31 agosto 2020 e nuovo orario delle celebrazioni in vigore dal 1 settembre 2020

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La “vita nuova”: fare, comprendere, ascoltare

Le letture di questa domenica, mentre riportano i “segni” che manifestano la “presenza” del Signore risorto in mezzo a noi, ci forniscono anche indicazioni concrete sulla sequenza logica che contraddistingue la “vita nuova”, in Cristo.

Fin dall’infanzia siamo stati spesso educati ad ascoltare, comprendere e fare … partendo un po’ dal principio che qualcuno (che é importante) dice e che chi ascolta capisce e quindi esegue (se ha capito bene!). Nella vicenda odierna di Pietro e Cornelio, nel ricordo dei Filippesi che ci trasmette Paolo e nel discorso di Gesù che precede la sua passione, troviamo invece descritto l’ordine inverso: fare (“Se uno mi ama”), comprendere (“osserverà la mia parola”) e quindi ascoltare (“noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”).

Una visione gerarchica dei rapporti privilegia la prima modalità, magari mettendo un dio al primo posto e assumendo che il compito dell’uomo sia quello di obbedire … ma il Signore Gesù sceglie la seconda modalità e parte da chi “mi ama”, da chi vive cercando di fare ciò che è buono e giusto. A “chi ama me” il Signore offre di vivere “con lui”, confrontando la propria vita con la sua, facendo spazio alla sua proposta e alla sua Parola, per imparare ad “ascoltare” sempre meglio … e quindi tornare a “fare”!

La “vita nuova” non è una promessa, un regalo che ci viene dato alla fine o al termine di un percorso, quando abbiamo dimostrato di essere buoni o fedeli … ma subito! Non è la ricompensa per aver studiato o fatto! Con il dono del Battesimo noi siamo fatti subito “figli” di Dio!

Questo stato di fatto, di cui magari siamo poco consapevoli, ci impegna a “fare” come il Signore: è questo il punto di partenza su cui dobbiamo riflettere, non perché ne siamo capaci, ma perché noi siamo “le mani”, “il corpo”, “le braccia” del Signore … e dobbiamo imparare a “osservare” la sua Parola, a comprendere se quello che facciamo corrisponde a quanto la “relazione” con il Signore domanda, ad “ascoltare” per lasciare dimorare “in noi” la sua Parola.

La sequenza “fare”, “comprendere”, “ascoltare” ci libera dall’illusione che saremo capaci di scegliere solo quando tutto sarà chiaro; che potremo impegnarci solo quando tutto sarà pronto; che cambieremo solo quando tutti lo avranno fatto; che dobbiamo aspettare che cosa fanno gli altri … Se avesse seguito la logica ordinaria Pietro non avrebbe battezzato Cornelio e rinosciuto in lui la “presenza” dello Spirito; Paolo non avrebbe lodato i Filippesi riconoscendo che il Signore “suscita in voi il volere e l’operare secondo il suo disegno d’amore”; ed anche Gesù non avrebbe risposto così a Giuda che gli domandava: perché non ti racconti a tutti?

Si, la “vita nuova” è fatta di fare, comprendere ed ascoltare: è la via della relazione diretta, “da pari”, da “figli”, con il Signore Gesù. E lo Spirito ne è il motore, colui che ci consente di fare quello che riteniamo giusto ascoltando il cuore, senza attendere ordini o istruzioni; di comprendere, vigilando su ciò che facciamo; di ascoltare, cogliendo o meno il legame fra quello che facciamo e la Parola del Signore.

Buona Pasqua, Maranatha!


In questa domenica di forzato digiuno eucaristico propongo di accendere una candela sulla tavola e di leggere insieme, quando si pranza o nel momento ritenuto più opportuno, il brano odierno del Vangelo di Giovanni (al capitolo 14, dal versetto 21 al 24).


Domenica Quinta domenica di Pasqua – 10/11 maggio
1.a lettura Atti degli Apostoli 10, 1-5. 24. 34-36. 44-48a: E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio.
2.a lettura Filippesi 2, 12-16: È Dio infatti che suscita in voi il volere e l’operare secondo il suo disegno d’amore.
Vangelo Giovanni 14, 21-24: Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui».