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Ripartenza celebrazioni da lunedì 18 marzo

Da leggere con cura! Nuovi orari per la ripresa delle celebrazioni delle S. Messe e nuove indicazioni per la partecipazione. Nuove modalità di accesso alla segreteria.

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Maggio mariano 2020

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La “vita nuova”: poveri uomini e poveri credenti, nella gioia

Celebriamo oggi la festa dell’ascensione al cielo di Gesù, seguendo il racconto di Luca: anche lui nel suo Vangelo, come Giovanni che ha accompagnato il nostro cammino nei 40 giorni prima della Pasqua e in questi 40 giorni dopo, ci ricorda la difficoltà dei discepoli, senza timore di nascondere le loro incertezze e i loro dubbi.

Ma ora, dopo il cammino iniziato nel giorno di Pasqua, essi sono in grado di comprendere perché sono stati scelti dal Signore e che quel Gesù che “si staccò da loro e veniva portato su, in cielo” non li ha lasciati, ma li precede, gli mostra la “via”, gli apre la porta!

Comprendiamo allora, come i disepoli, che con la sua ascensione Gesù riprende la “guida” del gregge, ci “conduce”, ci “benedice” e ci apre la porta, “prendendoci con sé” … e ci introduce nel “regno”. Così a noi, poveri uomini e poveri credenti, non resta che gioire!

Che cosa rende “grandi” i poveri uomini e poveri credenti? Non il loro “essere” o il loro “avere”, ma il loro “farsi strumento”, il loro “cuore”. Il riconoscersi “in relazione” con il “Figlio dell’uomo”, il loro “fare”, il loro “dubitare” e il loro mettersi in “ascolto”, come Maria. Perché, come è successo in questa pandemia, sono le piccole donne e i piccoli uomini che ci hanno testimoniato l’amore di Dio per noi, senza sottrarsi al proprio compito di “farsi strumento”.

L’ascensione di Gesù non ci parla di Dio, che non conosciamo; ci parla di Gesù che si è fatto “uomo” e torna a sedere alla destra del Padre! Ci dice di ogni uomo che è, in Cristo, l’amato del Padre, il figlio prediletto. Ci parla di Cristo “modello”, “uomo perfetto” e ci sollecita a “raggiungere la misura della pienezza di Cristo”. Ci parla dell’unità, “finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio”. Per questo siamo “nella gioia”!

Buona Pasqua, Maranatha!


In questa domenica in cui riprendono le celebrazioni “con il popolo”, ma rimane per tanti la necessità di rimanere a casa, manteniamo il segno di accendere una candela sulla tavola e di leggere insieme, quando si pranza o nel momento ritenuto più opportuno, il racconto dell’ascensione come ci viene riportato dal Vangelo di Luca al capitolo 24, dal versetto 36b al 53.


Domenica Ascensione al cielo del Signore Gesù – 23/24 maggio
1.a lettura Atti degli Apostoli 1, 6-13a: Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo?
2.a lettura Efesini 4, 7-13: Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo.
Vangelo Luca 24, 36b-53: Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.