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Percorso di iniziazione cristiana, 1° anno

Presentazione e informazioni sul percorso di iniziazione cristiana 2020-2021

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NUOVO ORARIO DAL 1 SETTEMBRE 2020

Da leggere con cura! Nuovo orario delle celebrazioni in vigore dal 1 settembre 2020

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Ri-nascere

La liturgia, con la sua sapienza, ci introduce nel cammino di ri-comprensione del progetto di Dio sull’uomo e sulla storia, sotto la guida dello Spirito Santo. E ci sollecita a cogliere non solo la grande attualità e sapienza della Parola che ci viene offerta, ma anche a farne occasione di ri-partenza e di ri-fondazione.

Può allora servirci riprendere la domanda che Nicodemo fa a Gesù: «Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?»

Il tempo che si apre ci offre l’occasione di ri-nascere, di ripartire dall’inizio, di ristabilire quella visione dell’uomo e della storia che proprio la liturgia di oggi ci invita ad accogliere. Non ci viene chiesto di cambiare qualcosa o di dare una nuova veste a quello che facciamo … ci viene offerto di abbracciare e fare nostro il progetto stesso di Dio.

Il testo del Siracide ci riconcilia con una visione sapienzale dell’uomo, quanto mai necessaria: con l’uomo che accoglie l’alleanza che gli viene proposta dal Signore e si riconosce nella relazione con Lui, così da arrivare a far suo il progetto di Dio di guardarsi dall’ingiustizia e a “prendersi cura del prossimo”.

In tempi di “coronavirus” non possiamo nascondere quanto ci siano mancati uomini e donne con questa consapevolezza! E Paolo, nello scrivere ai Romani, ci ricorda con molta concretezza, quanti uomini: “sono colmi di ogni ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di lite, di frode, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, arroganti, superbi, presuntuosi, ingegnosi nel male … senza cuore, senza misericordia” …

Questa precisione si fa quindi invito a cogliere la differenza che viene dalla fede nel figlio dell’uomo, Gesù, il Signore, come risalta dal forte contrasto presente nel discorso della montagna nella stesura di Matteo: “Avete inteso che fu detto” … “Ma io vi dico” …

Siamo spesso testimoni di una fede che tenta di rendere tutto compatibile e di stemperare i contrasti, di conciliare anche le cose che si oppongono, di annacquare il vino … dimenticando così di far emergere la “parte” che abbiamo scelto, al punto di mettere sullo sfondo la scelta stessa di Dio di farsi uomo e di farsi testimone della misericordia del Padre.

Accogliere la Parola che oggi ci viene offerta diventa allora “occasione”, come ci ricorda il nostro Vescovo Mario; non solo di ri-pensare, di ri-vedere … ma di ri-nascere! Di accogliere quanto ci succede (ivi compresi i cambiamenti che ci sono richiesti nella vita comune, nella comunità pastorale, nelle relazioni … nei problemi della salute, del lavoro, della scuola, dell’oratorio …) come occasione che ci apre alla novità di Dio e diventa ri-nascita …

Non sottraiamoci alla bellezza sapienziale del Siracide, scambiandolo per un bel quadretto; o all’elenco delle malvagità di cui ci parla Paolo, ritenendolo lontano da noi e dalle persone che frequentiamo o ascoltiamo; e cerchiamo di fare nostra la “parte” che Gesù sceglie. Tutto si farà più chiaro per i “ri-nati” dallo Spirito.


In questa seconda domenica dopo la memoria dell’effusione dello Spirito su di noi, mentre rimane per tanti la necessità di non condividere la Messa con i fratelli e le sorelle, ascoltiamo insieme, quando si pranza o nel momento ritenuto più opportuno, il brano del Vangelo di Matteo al capitolo 5, dal versetto 43 al 48 (nel contesto del discorso della montagna).


Domenica Seconda domenica dopo Pentecoste – 13/14 giugno
1.a lettura Siracide 17, 1-4. 6-11b. 12-14: Disse loro: «Guardatevi da ogni ingiustizia!» e a ciascuno ordinò di prendersi cura del prossimo.
2.a lettura Romani 1, 22-25. 28-32: Mentre si dichiaravano sapienti, gli uomini sono diventati stolti e hanno scambiato la gloria del Dio incorruttibile con un’immagine e una figura di uomo corruttibile.
Vangelo Matteo 5, 2. 43-48: Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.