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Percorso di iniziazione cristiana, 1° anno

Presentazione e informazioni sul percorso di iniziazione cristiana 2020-2021

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NUOVO ORARIO DAL 1 SETTEMBRE 2020

Da leggere con cura! Nuovo orario delle celebrazioni in vigore dal 1 settembre 2020

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Coltivare e custodire

Nel linguaggio biblico il “giardino” è il luogo in cui viene posto l’uomo: l’immagine rivela chiaramente il disegno, il progetto e il desiderio di Dio; non ci vuole molto a comprendere, soprattutto di questi tempi, quanto sia venuta meno nel tempo la nostra passione per il compito che ci è stato affidato: “perché lo coltivasse e lo custodisse”!

Genesi non ci richiama solo il progetto iniziale del Signore, ma ci invita a ri-leggere la storia a partire dall’albero della vita, dalla presenza nella storia del Signore Gesù e da un chiarimento che sgombra il campo da tanti malintesi: “Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui”|

“Coltivare” e “custodire” sono allora il riflesso dell’amore di Dio per l’uomo, sono il segno della cura e della responsabilità, di cui avvertiamo sempre più il bisogno. Occorre essere molto franchi nel riconoscere come questa logica sia contraria a quella del consumo e del profitto, di chi vede nei beni (e talora anche nelle persone) qualcosa di cui disporre per il proprio benessere e di cui farsi amministratore senza responsabilità …

La Parola si fa allora invito concreto a ristabilire l’ordine delle cose, ad appassionarci per la logica della vita, che si manifesta proprio nel “coltivare” e nel “custodire”; questo non è solo l’atteggiamento richiesto al contadino, al maestro o al prete, ma ad ogni “collaboratore di Dio”.

Ci occorre molta passione per prenderci cura del creato e delle creature; ma è la stessa cura che il Signore ha per noi e per la quale ci è stato assicurato il dono dello Spirito. Per capire quanto questo possa farsi concreto ci può essere di aiuto un documento uscito in questi giorni: “In cammino per la cura della casa comune. A cinque anni dalla Laudato si'”.

Per coltivare e custodire dobbiamo infatti imparare a chiamare le cose con il loro nome, come ci insegna l’esperienza del peccato, che tende sempre a mascherare e nascondere, come la stessa lettura di Genesi ci fa comprendere, al punto che ci viene talora da dubitare di Dio … e un po’ meno degli uomini. Curare e custodire richiedono capacità di discernere, di scegliere, di ascoltare … e non sono mai passive; esigono da noi uno sguardo sul futuro, soprattutto quando le cose non vanno, quando la tempesta ci attraversa e ci interroga. Sono una sfida e un mandato a cui ogni credente non può sottrarsi!


In questa terza domenica dopo la memoria dell’effusione dello Spirito su di noi, mentre rimane per tanti la necessità di non condividere la Messa con i fratelli e le sorelle, ascoltiamo insieme, quando si pranza o nel momento ritenuto più opportuno, il brano del Vangelo di Giovanni al capitolo 3, dal versetto 16 al 21.


Domenica Terza domenica dopo Pentecoste – 20/21 giugno
1.a lettura Genesi 2, 4b-17: Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.
2.a lettura Romani 5, 12-17: Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo si sono riversati in abbondanza su tutti.
Vangelo Giovanni 3, 16-21: Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.