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ORARIO ESTIVO E NUOVO ORARIO DAL 1 SETTEMBRE 2020

Da leggere con cura! Nuovo orario estivo dal 18 luglio al 31 agosto 2020 e nuovo orario delle celebrazioni in vigore dal 1 settembre 2020

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Fare propria una logica “superiore”

Che cosa significa “seguire” il Signore? La Scrittura, nella sua sapienza, non esita a porre questa domanda alla nostra attenzione, perché sa che essa attraversa l’esistenza dell’uomo ed ognuno tende ad accontentarsi della risposta che si è dato personalmente o che si sono dati coloro che ci hanno preceduti, senza approfondire troppo.

Ecco allora le pagine che la liturgia propone alla nostra attenzione e che mettono in luce ciò che sta all’origine di qualsiasi “sequela”: lasciarci guidare da una logica “superiore”, capace di condurci “fuori” dalle nostre schiavitù e di condurci a una “vita migliore”. Ecco quindi la decisione di “Abram” (“si incamminarono verso la terra di Canaan”), la sottolineatura della lettera agli Ebrei (“partì senza sapere dove andava”) ed infine le tre risposte di Gesù che prendono in esame i “legami” che ci trattengono, con l’invito a superare il limite e a guardare “oltre”, a cogliere la necessità, per la venuta del regno, di fare nostra una logica “superiore”.

Ad un primo ascolto le parole del Vangelo possono sembrarci dure e poco “umane”, come la vicenda di Abram che “lascia la sua terra” … ed occorre quindi rileggerle non per trovare indicazioni su quello che “si lascia” … ma su quello che “si trova”!

Le risposte di Gesù toccano infatti i “legami” che possiamo identificare con la “madre” (la tana, il rifugio), con il “padre” (il rispetto delle regole) e con la “casa” (il contesto, gli amici): e proprio la figura di Abram, che coglie questi “vincoli”, ci aiuta a comprendere che tutto questo non ci basta e non ci può bastare: c’è, infatti, una logica “superiore”, quella di Dio, di Gesù e del dono di sé, che chiama a “libertà”, che ci chiama “fuori” dal “legame” … che può anche essere fonte di condizionamento, di schiavitù …

La liturgia ambrosiana procede nel cammino che ci conduce alla memoria del martirio di Giovanni; la Parola di oggi ci aiuta, allora, a cogliere la “necessità” di questo passaggio nella vita di ogni credente. Seguire Gesù, riconoscersi tra i chiamati nel regno di Dio, significa accogliere e fare nostra questa logica, che non conosce vincoli e confini, che non esclude chi é madre, padre o amico e che ci apre ad un rapporto con Dio non basato sulla dipendenza … perché anche il Signore Gesù non è, semplicemente, rifugio, regola o amico.

In questo tempo di domande importanti la Parola ci offre l’occasione di interrogarci per cercare la “via migliore” e fare nostra una logica “superiore”. Ed allargare lo sguardo!


In questa quinta domenica dopo la memoria dell’effusione dello Spirito su di noi, mentre rimane per tanti la necessità di non condividere la Messa con i fratelli e le sorelle, ascoltiamo insieme, quando si pranza o nel momento ritenuto più opportuno, il brano del Vangelo di Luca al capitolo 9, dal versetto 57 al 62.


Domenica Quinta domenica dopo Pentecoste – 5/6 luglio
1.a lettura Genesi 11, 31. 32b – 12, 5b: Abram prese la moglie Sarài e Lot, figlio di suo fratello, e tutti i beni che avevano acquistati in Carran e tutte le persone che lì si erano procurate e si incamminarono verso la terra di Canaan..
2.a lettura Ebrei 11, 1-2. 8-16b: Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.
Vangelo Luca 9, 57-62: Mentre camminavano per la strada, un tale disse al Signore Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada»..