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ORARIO ESTIVO E NUOVO ORARIO DAL 1 SETTEMBRE 2020

Da leggere con cura! Nuovo orario estivo dal 18 luglio al 31 agosto 2020 e nuovo orario delle celebrazioni in vigore dal 1 settembre 2020

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La via della “sequela”

In continuità con il tema di domenica scorsa, veniamo oggi a riflettere su due elementi che contraddistinguono il progetto di Dio sull’uomo: la sua “scelta” di relazionarsi a noi e la “sequela” a cui siamo invitati, secondo una logica “superiore” … che fa di noi dei “collaboratori di Dio”.

Accogliere l’iniziativa di Dio non è solo riconoscergli il primo posto o dire che la sua presenza è importante; è, invece, riconoscere l’ordine fondamentale delle cose, in cui il nostro scegliere, fare, scrivere, accompagnare … sono la conseguenza e il risultato dell’incontro con il Signore. Noi siamo chiamati ad essere “risposta” all’incontro con il Signore, come ricorda il Santo a Mosé: “Io scriverò su queste tavole le parole che erano sulle tavole di prima”; come ci ricorda Paolo scrivendo ai Corinzi: “né chi pianta né chi irriga vale qualcosa, ma solo Dio, che fa crescere”.

Se questa “memoria” agli occhi del mondo può sembrare restringere lo spazio e limitare la libertà dei credenti, essa é invece “beatitudine”, come ci ricorda il Vangelo di Luca: “Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio”. Accogliere la relazione con il Signore come il riferimento fondamentale della vita è infatti liberazione, scioglimento delle catene, apertura e condivisione dei propri “carismi” … a servizio di tutti.

Ecco, allora, la “sequela” a cui il Signore Gesù invita tutti i suoi discepoli e tutti coloro che si mettono “in ascolto”. L’ascolto, nella vita dei credenti, non è un esercizio che può esserci o non esserci; é la base di qualsiasi relazione e deve sempre crescere, soprattutto quando prendiamo coscienza del compito di “collaboratori di Dio” che ci viene affidato; non perché siamo bravi o capaci, non perché siamo buoni o migliori di altri … ma “per grazia” (ovvero, “gratis”!

La via della “sequela”, allora, non é quella di chi “ama i nemici” o “fa del bene” o “prega” … ma, al contrario, di chi conosce la propria distanza e riconosce che solo la via indicataci dal Signore Gesù è “vita” per noi e per il mondo. La “sequela” diventa allora l’unica via possibile; via di liberazione e di beatitudine, perché capace di accogliere lo sguardo di Dio su di noi e di sollevare da terra il nostro sguardo.

In questi tempi in cui i colori si fanno scuri e sembrano chiudersi gli orizzonti, non venga meno la capacità di guardare avanti e di credere nella logica della “sequela”: “amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male”! Non è l’annuncio di una méta, ma l’indicazione di un cammino!


In questa sesta domenica dopo la memoria dell’effusione dello Spirito su di noi, mentre rimane per tanti la necessità di non condividere la Messa con i fratelli e le sorelle, ascoltiamo insieme, quando si pranza o nel momento ritenuto più opportuno, il brano del Vangelo di Luca al capitolo 6, dal versetto 20 al 31.


Domenica Sesta domenica dopo Pentecoste – 11/12 luglio
1.a lettura Esodo 33, 18 – 34, 10: Il Signore disse a Mosè: «Taglia due tavole di pietra come le prime. Io scriverò su queste tavole le parole che erano sulle tavole di prima, che hai spezzato».
2.a lettura 1ª Corinzi 3, 5-11: Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma era Dio che faceva crescere. Sicché, né chi pianta né chi irriga vale qualcosa, ma solo Dio, che fa crescere.
Vangelo Luca 6, 20-31: Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male.