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Percorso di iniziazione cristiana, 1° anno

Presentazione e informazioni sul percorso di iniziazione cristiana 2020-2021

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NUOVO ORARIO DAL 1 SETTEMBRE 2020

Da leggere con cura! Nuovo orario delle celebrazioni in vigore dal 1 settembre 2020

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Dal lamento dei “pochi” alla prospettiva degli “ultimi”

Andando “verso Gerusalemme” e verso la memoria del martirio di Giovanni, siamo invitati a riflettere sul nostro sentirci “pochi”, sulle difficoltà che anche noi avvertiamo nel fare nostra la via della “sequela” del Signore Gesù.

La liturgia di questa domenica ci invita allora a fissare alcuni elementi, a cui deve andare la nostra attenzione: le “pietre” poste dai padri, di cui ci parla il libro di Giosué, lo sguardo di Dio che è Signore “anche delle genti”, come ci ricorda Paolo scrivendo ai Romani e il “segno” degli “ultimi che saranno primi”, come ci riporta la buona notizia di Luca.

Le “pietre” sono “segni” visibili per ancorare la nostra memoria alla terra, sono fatti tangibili dell’esperienza che lega il cammino del popolo “con il Signore”: appartengono alla storia, al passato, ma ci consentono di cogliere la presenza di Dio in “fatti e parole” che valgono per il nostro oggi. Ognuno di noi è chiamato a farsi custode del proprio passato, delle vicende e dei volti che lo hanno attraversato, per essere riconoscenti e guardare al futuro.

Un futuro che non inizia mai escludendo qualcuno o abbattendo le regole, ma in cui il Signore rende “giusti” “i circoncisi in virtù della fede e gli incirconcisi per mezzo della fede”. Il nostro sguardo sugli altri, in altre parole, non può mai fare riferimento all’appartenenza o all’insieme e deve cogliere, invece, il cammino di ognuno verso la giustizia … e rimanere lo sguardo dell’ “ultimo”.

Si comprende allora, nel cammino “verso Gerusalemme”, la necessità richiesta dalla “sequela” di “entrare per la porta stretta” senza occuparci di fare confronti, senza cercare di stabilire chi sono i “primi” e chi sono gli “ultimi”, senza una regola per capire chi sta “dentro” e chi rimane “fuori”.

Diventa allora importante comprendere il criterio della “conoscenza” che, invece, ci viene ricordato da Gesù, che non risponde direttamente alla domanda. A noi, che siamo spesso tentati di misurare lo sforzo e la fatica, come quella di coloro che “hanno rinunciato” (come si sente spesso dire, parlando, ad esempio, del matrimonio) viene invece ricordato il “legame” e la “forza” (la “pietra”) della “relazione”, che rende sempre possibile “entrare per la porta stretta”, come lo sono sempre le vie della “misericordia” e della “riconciliazione”, che contrassegnano ogni relazione.

Non ci viene proposto solo un modo di vedere o un punto di vista, ma un cambio di prospettiva, un modo di vedere “altro”! Come non coglierne tutta l’attualità?


In questa settima domenica dopo la memoria dell’effusione dello Spirito su di noi, mentre rimane per tanti la necessità di non condividere la Messa con i fratelli e le sorelle, ascoltiamo insieme, quando si pranza o nel momento ritenuto più opportuno, il brano del Vangelo di Luca al capitolo 13, dal versetto 22 al 30.


Domenica Settima domenica dopo Pentecoste – 18/19 luglio
1.a lettura Giosuè 4, 1-9: Giosuè poi eresse dodici pietre in mezzo al Giordano, nel luogo dove poggiavano i piedi dei sacerdoti che portavano l’arca dell’alleanza: esse si trovano là fino ad oggi.
2.a lettura Romani 3, 29-31: Forse Dio è Dio soltanto dei Giudei? Non lo è anche delle genti? Certo, anche delle genti!
Vangelo Luca 13, 22-30: Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».