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ORARIO ESTIVO E NUOVO ORARIO DAL 1 SETTEMBRE 2020

Da leggere con cura! Nuovo orario estivo dal 18 luglio al 31 agosto 2020 e nuovo orario delle celebrazioni in vigore dal 1 settembre 2020

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Chiamati per la giustizia, per il vangelo, per gli uomini

Oggi la liturgia ci invita a porre gli occhi sulle vicende personali che hanno toccato il profeta Samuele, l’ “apostolo” Paolo e i due fratelli Simone, chiamato Pietro, e Andrea, discepoli di Gesù. Non solo per riflettere sulla loro chiamata ma, soprattutto, perché impariamo a cogliere, a partire da questa, la prospettiva che il Signore apre davanti a loro.

Ad un mondo che guarda sempre al passato e vuole sempre “contare” ciò che “lascia”, il Signore oppone sempre la sua fiducia nell’uomo e la sua prospettiva: essa non riguarda mai gli interessi del mondo, ma la “giustizia” (come nel caso di Samuele), il “vangelo” (come ci ricorda Paolo) e gli “uomini” (come ci testimoniano Pietro e Andrea).

Occorre aver presente, sullo sfondo, la vicenda del martirio di Giovanni; non solo per cogliere come il suo esempio sia importante ma per ricordarci di come la vita “in Cristo” non è un dettaglio o una pratica religiosa che può esserci o non esserci, che può essere più o meno presente nei cristiani … come se fosse un abito. La vita “in Cristo” assume la totalità di ogni credente, non è una funzione o una missione o una parte: é “grazia” (nel linguaggio di Paolo) che trasforma la nostra vita a immagine del “figlio dell’uomo”.

E’ difficile, soprattutto in questo momento, guardare con fiducia al futuro e a quello che ci sta davanti; occorre allora cogliere, nell’invito che la liturgia ci fa, la sollecitazione a non ragionare secondo il mondo e a lasciarci guidare dal Signore, perché occuparsi del bene degli “uomini” è molto di più che vivere del proprio lavoro!

La chiamata del Signore, in questo tempo, si fa anche invito ad occuparci concretamente della “giustiza”, del “vangelo” (buona notizia) e degli “uomini”, mettendo da parte interessi personali e ristabilendo il primato dell’uomo e del creato sull’economia e sul profitto. E a ridare forma e sostanza alla vita della comunità cristiana e della “polis”, tenendo lo sguardo su Gesù, consapevoli che “a me, che sono l’ultimo fra tutti i santi, è stata concessa questa grazia”.


In questa ottava domenica dopo la memoria dell’effusione dello Spirito su di noi, mentre rimane per tanti la necessità di non condividere la Messa con i fratelli e le sorelle, ascoltiamo insieme, quando si pranza o nel momento ritenuto più opportuno, il brano del Vangelo di Matteo al capitolo 4, dal versetto 18 al 22.


Domenica Ottava domenica dopo Pentecoste – 18/19 luglio
1.a lettura 1º Samuele 3, 1-20: La parola del Signore era rara in quei giorni, le visioni non erano frequenti.
2.a lettura Efesini 3, 1-12: A me, che sono l’ultimo fra tutti i santi, è stata concessa questa grazia: annunciare alle genti le impenetrabili ricchezze di Cristo e illuminare tutti sulla attuazione del mistero nascosto da secoli in Dio, creatore dell’universo.
Vangelo Matteo 4, 18-22: Mentre camminava lungo il mare di Galilea, il Signore Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini».