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Percorso di iniziazione cristiana, 1° anno

Presentazione e informazioni sul percorso di iniziazione cristiana 2020-2021

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Festa di Morosolo 2020

dal 17 al 21 settembre 2020

Programma

NUOVO ORARIO DAL 1 SETTEMBRE 2020

Da leggere con cura! Nuovo orario delle celebrazioni in vigore dal 1 settembre 2020

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La differenza da non temere … e di cui vantarsi

I credenti sono spesso stanchi e affaticati, oppure, al contrario, distratti e assenti; i primi sentono il peso di testimoniare al mondo la “differenza” cristiana, i secondi sono tentati invece di provare a sentirsi “come gli altri”, a far finta che le differenze non esistano.

Così oggi la liturgia sollecita i primi a riscoprire la “fonte” dell’impegno, che non è “fare”, ma la risposta che nasce dall’ “ascolto”; e i secondi a comprendere la necessità della differenza cristiana … perché i “lupi” esistono, sono reali … anche quando ci sembrano innocui o mansueti.

L’approssimarsi della festa del martirio di Giovanni (29 agosto) serve a ricordarci che il conflitto tra i “figli della luce” e i “figli delle tenebre” non è risanabile ne attraverso l’ “impegno” dei primi ne attraverso l’ “indifferenza” dei secondi … ma attraverso la “debolezza” e la “grazia”, di cui ci parla Paolo; ovvero attraverso l’amore di Dio che ci trasforma e ci dà motivo di vantarci della nostra “differenza”, e di fare nostro l’esempio di Gesù Cristo, facendoci suoi “discepoli”.

Si! E’ la realtà in cui viviamo che comporta per tutti i credenti una risposta “prudente” e “semplice”, proprio come ci ricorda il Signore Gesù. A noi infatti é richiesto di essere “pecore” in mezzo ai “lupi”; persone, cioé, che non rispondono con la forza, con la violenza, con l’imposizione, con la furbizia, con l’inganno, con la menzogna …

Per comprendere la “differenza” da non temere e di cui vantarci possono esserci d’aiuto alcuni passaggi molto chiari della lettera a Diogneto (testo della tradizione cristiana del II/III secolo, al capitolo 5):
* I cristiani non si differenziano dagli altri uomini né per territorio, né per il modo di parlare, né per la foggia dei loro vestiti. Infatti non abitano in città particolari, non usano qualche strano linguaggio, e non adottano uno speciale modo di vivere. Questa dottrina che essi seguono non l’hanno inventata loro in seguito a riflessione e ricerca di uomini che amavano le novità, né essi si appoggiano, come certuni, su un sistema filosofico umano.
* Abitano ognuno nella propria patria, ma come fossero stranieri; rispettano e adempiono tutti i doveri dei cittadini, e si sobbarcano tutti gli oneri come fossero stranieri; ogni regione straniera è la loro patria, eppure ogni patria per essi è terra straniera.
* Vivono nella carne, ma non secondo la carne. Vivono sulla terra, ma hanno la loro cittadinanza in cielo. Osservano le leggi stabilite ma, con il loro modo di vivere, sono al di sopra delle leggi. Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati.


In questa undicesima domenica dopo la memoria dell’effusione dello Spirito su di noi, mentre rimane per tanti la necessità di non condividere la Messa con i fratelli e le sorelle, ascoltiamo insieme, quando si pranza o nel momento ritenuto più opportuno, il brano del Vangelo di Matteo al capitolo 10, dal versetto 16 al 20.


Domenica Undicesima domenica dopo Pentecoste – 15/16 agosto
1.a lettura 1º Re 19, 8b-16. 18a-b: Sono rimasto solo ed essi cercano di togliermi la vita.
2.a lettura 2ª Corinzi 12, 2-10b: Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo.
Vangelo Matteo 10, 16-20: «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe».