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Percorso di iniziazione cristiana, 1° anno

Presentazione e informazioni sul percorso di iniziazione cristiana 2020-2021

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NUOVO ORARIO DAL 1 SETTEMBRE 2020

Da leggere con cura! Nuovo orario delle celebrazioni in vigore dal 1 settembre 2020

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III anno iniziazione cristiana

UNA CENA NELLA NOTTE IN CUI FU TRADITO

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

PREGHIAMO CANTANDO

Cantiamo insieme: Pane del cielo Clicca qui

SI PARTE

Guardiamo questo video: clicca qui

IN ASCOLTO DELLE PAROLE DI GESÙ

Leggiamo insieme il Vangelo: Gv 13,21-30

Dette queste cose, Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: “In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà”. I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: “Signore, chi è?”. Rispose Gesù: “È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò”. E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariota. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Gli disse dunque Gesù: “Quello che vuoi fare, fallo presto”. Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: “Compra quello che ci occorre per la festa”, oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.

TOCCA A TE

  • Ora prova a sederti anche tu a quella tavola. Gesù ha appena detto: “Uno di voi mi tradirà!”. Tutti reagiscono a loro modo. Lo si capisce dallo sguardo, dal movimento del corpo, delle mani… Prova anche tu a reagire alle parole di Gesù.
    Come ti metti? Quale posizione assumono le tue mani? Il tuo sguardo? Tutto Il tuo corpo?
  • Resta fermo nella posizione che hai scelto e prova a spiegare perché ti sei messo così: che cosa pensi? che cosa provi? che cosa vorresti dire?
  • Chiedi ai tuoi genitori o ai tuoi fratelli o sorelle di farti una foto.
    Se vuoi, puoi condividerla con la tua catechista, scrivendo anche il perché hai scelto di metterti così.
  • CONCLUSIONE
  • Padre nostro

UNA CENA DA MAESTRO E SIGNORE

INTRODUZIONE

CON TE! AMICI

TAPPA 4
UNA CENA DA MAESTRO E SIGNORE

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

PREGHIAMO CANTANDO

Cantiamo insieme: Pane del cielo 

Clicca qui

SI PARTE

  • –  Osserva questa immagine: Dove siamo? Chi sono i personaggi rappresentati? Cosa sta accadendo?
  • –  Scegli due personaggi e prova a immaginare cosa stanno pensando o cosa stanno dicendo…
  • –  Qual è il particolare che ti colpisce di più? Perché?

IN ASCOLTO DELLE PAROLE DI GESÙ

Trovi il testo anche alle pp. 56-57 del sussidio oppure qui di seguito.

Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: “Signore, tu lavi i piedi a me?”. Rispose Gesù: “Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo”. Gli disse Pietro: “Tu non mi laverai i piedi in eterno!”. Gli rispose Gesù: “Se non ti laverò, non avrai parte con me”. Gli disse Simon Pietro: “Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!”. Soggiunse Gesù: “Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti”. Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: “Non tutti siete puri”.

TOCCA A TE

Scegli un’azione di servizio che puoi svolgere oggi in casa (apparecchiare, sparecchiare, aiutare a cucinare, sistemare la camera, pulire…): scrivila nell’immagine accanto a Gesù che serve.

Ora prega con le parole di Sant’Ambrogio che trovi a p. 57 del Sussidio.

CONCLUSIONE

Padre nostro

Canto: Io vi do un grande esempio 

Clicca qui


Una cena diversa dalle altre

Cara Ragazzi, attraverso il racconto biblico, vogliamo invitarvi a spiegare ai vostri genitori il significato sei sette cibi che compongono la cena pasquale, nella celebrazione della Pasqua ebraica.

Vi chiediamo di leggere attentamente e di vivere con la vostra famiglia questa esperienza, in questo periodo in cui si ha più tempo per stare intorno ad una tavola.

Vi avevamo già raccontato in seconda elementare, la vicenda della Pasqua Ebraica.

Dopo centinaia di anni di schiavitù, Dio mando Mosè dal faraone per ordinargli di liberare il popolo ebraico. In seguito al rifiuto del faraone, Dio colpì l’Egitto con dieci piaghe, devastandone la terra e distruggendone le coltivazioni e il bestiame. L’ultima piaga fu la morte di tutti i primogeniti d’Egitto, morte che risparmiò i bambini ebrei “passando oltre” (da qui il termine Pesach, “passaggio oltre” che è la parola utilizzata per indicare la Pasqua ebraica). Il faraone finalmente si arrese, lasciando Mosè e il popolo ebraico liberi di abbandonare l’Egitto e d’intraprendere un lungo viaggio che li avrebbe portati nella Terra Promessa.

Da allora ogni anno, il quindicesimo giorno del mese ebraico di Nisan, per otto giorni, gli Ebrei di tutto il mondo celebrano Pesach, la Pasqua, ricordando e attualizzando la liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù sotto il faraone nell’antico Egitto.

La storia della fine della schiavitù è raccontata durante la prima sera di Pesach e letta dal libro di preghiere, mentre si consumano particolari cibi in uno specifico ordine.

Ed ecco che a questo punto entrate in gioco, voi ragazzi, ve la sentireste di preparare uno spuntino alla vostra famiglia e spiegando loro il significato delle portate?

Sono sette:

  1. Erbe amare o maror, aiutano il popolo ebraico a ricordare l’amarezza della schiavitù;
    es. potete preparare della cicoria selvatica o insalata o prezzemolo che sicuramente avrete in casa
  2. Zampa d’agnello arrosto o zeròah simboleggia il sacrificio che gli Ebrei eseguirono fuggendo dall’Egitto;
    es. potete disegnare un agnello su un cartoncino oppure cuocere un wurster
  3. L’uovo sodo o la betzah è per gli ebrei il primo cibo che si offre a colore che sono in lutto per la perdita di un parente stretto, in quanto è simbolo della vita che si prepara a nascere: in un momento di grande tristezza esso insegna che l’esistenza è un dono di Dio e che non bisogno arrendersi di fronte alla morte. Inoltre l’uovo non ha spigoli, perciò non ha ne inizio ne fine.
    es. far bolllire 2 uova per 5 minuti
  4. Il charòset (simile ad una marmellata fatta con un mix di noci, mele e vino) ricorda la malta che gli ebrei schiavi erano costretti a preparare in Egitto per fabbricare i mattoni con cui avrebbero edificato la città del Faraone. Per la cena però la malta si trasforma in un dolce impasto di frutti per sottolineare la fine della schiavitù.
    es. in una ciotolina mettete noci o nocciole tritate con mele a pezzetti e miele
  5. Il Sedano (o verdura simile) o Karpàs indica la freschezza della primavera.
    es. lavate in una ciotolina mettete noci o nocciole tritate con mele a pezzetti e miele
  6. Tre pani azzimi, o matzàh, che sono posti al centro del piatto del seder, ricordando agli Ebrei l’urgenza con dovettero fuggire dall’Egitto: non ebbero il tempo di far lievitare il pane.
    es. va benissimo piadina oppure impastate farina/acqua/sale e cuocete
  7. I cibi sono accompagnati da acqua salata o aceto, che rappresentano le lacrime e il sudore della schiavitù
    Es. acqua con un po’ di sale
  8. Quattro calici di vino simboleggiano le quattro promesse bibliche di redenzione: “Vi sottrarrò ai lavori forzati degli Egiziani, vi libererò dalla loro schiavitù e vi riscatterò con braccio teso con grandi castighi. Io vi prenderò come mio popolo e diventerò il vostro Dio.
    Es. succo di frutta

Se non avete gli ingredienti, improvvisatene altre oppure fate pure dei disegni, andranno benissimo.

Potete servire il tutto su una bella tovaglia e accendere delle candele e mettere della musica per allietare questo momento che sicuramente vi ricorderete in futuro.

Dimenticavamo…. Fate un bel biglietto di invito
Fate delle foto anche con i cellulari e fatele inviare sul gruppo.


Con TE veri amici

Carissimi ragazzi, vi proponiamo di guardare con i vostri genitori questo video (tutto in una volta o anche a tappe) che racconta la vita di Gesù dal punto di vista di ragazzi come voi.

Che ne dite?