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06/06/2018 - Pellegrinaggio Sotto il Monte e Madonna del Bosco

Presenza delle reliquie di San Giovanni XXIII (Papa Giovanni) nel suo paese natale

Programma

QUATTRO MARTEDI' nel tempo di pasqua

PRIMO INCONTRO -Martedì 10 aprile 2018 ore 21.00 - Guida don Giuseppe -Oratorio di Luvinate

Info

Pellegrinaggio a Lourdes con i malati UNITALSI

IN PULMAN 23 - 29 maggio 2018 / IN AEREO 24 - 28 maggio 2018

Info

VERSO IL SINODO DEI GIOVANI

Terra Santa - 18/19enni e giovani - 3-10 agosto 2018

Info

Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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Santiago 10 anni dopo

Dieci anni fa, nel venticinquesimo di sacerdozio, feci una esperienza unica e irripetibile: il Cammino di Santiago, da solo. Furono quattro settimane a piedi, partendo da Roncisvalle, determinanti nel mio cammino di vita sacerdotale.

Dopo dieci anni mi è scattato il desiderio di rendere pubblico alla gente della comunità, agli amici di Busto e non solo, quei brevi pensieri che ogni giorno scrivevo al termine di ogni giorno. Non l’ho fatto prima perché non lo ritenevo opportuno: ora libero le pagine di quel piccolo taccuino perché sento che sia un modo per restituire ciò che gratuitamente ho ricevuto. Mentre riscrivo quei brevi appunti, rivivo, ripenso, mi commuovo e così ho rifatto il percorso: la stagione coincide, più o meno, con quella che stiamo vivendo. Quella esperienza nel 2005, insieme all’incontro con il Centro Aletti e padre Marko nel 2006, hanno determinato il mio sacerdozio ed è per questo che rimango nella logica della restituzione e del rendere grazie.

don Norberto


Titolo

Testo del commento Esempio di collegamento
<h2><span>Titolo</span></h2>
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4 giovedì

4 giovedì: Ascoltare, Vedere, Dialogare. Info qui..

Anno Pastorale 13-14

Potete scaricare le linee guida dell’anno e il calendario qui..

Anno Pastorale 15-16

Potete scaricare le linee guida e le proposte per l’anno pastorale 2015-21016. Clicca qui..

Assisi 2013

Siamo ad Assisi con tutta la comunità!

Bologna

Uscita a Bologna per ricordare il Card. Biffi. Info qui.

Calendario mensile

E’ possibile consultare il calendario delle proposte di Giugno 2016.

Linee Anno Pastorale

Le linee dell’anno e il
calendario 2012-2013
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Centro Aletti

Conosciamo il Centro Aletti di Roma. Clicca qui..

Cinema in Famiglia

Cinema in Famiglia 2013. 9-30 aprile 2013. Info..

Sant’Agostino

Venerdì 15 ottobre 2013 ore 21.00. Programma.

Consiglio Pastorale


Risultati dell’elezione del consiglio pastorale: link.

Corpus Domini 2013

30 Maggio 2013 – Corpus Domini Programma.

Corpus Domini 2015

Festa del Corspus Domini 2015. Clicca qui.

Don Giuseppe

Verso la prima Messa di Don Giuseppe. Info qui.

Emergenza Filippine

Domenica 1 dicembre colletta della Chiesa italiana per le Filippine

Esercizi spirituali

“E se Dio non fosse misericordia?”. 7-11 marzo ore 20.45 a Barasso, guida padre Roberto Gazzaniga.

Fatima 2014

Pellegrinaggio a Fatima – dal 2 al 4 giugno 2014. Info qui..

Festa Morosolo 2015

Festa di Morosolo. Dal 7 al 19 settembre.
Programma
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Festa Assunta 2015

Festa Patronale di Barasso. Dal 9 al 17 agosto.
Programma
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Festa della Famiglia

26 gennaio 2014 Festa della Famiglia. Scarica il programma qui..

Festa della Famiglia

Festa della famiglia 2013. 27 Gennaio 2013 Info qui..

Festa inizio anno

Festa di inizio anno pastorale 2013-2014. Programma.

Proiezione film

L’ULTIMA CIMA: DOVE COMINCIA IL CIELO – Proiezione film Giovedì 6 marzo 2014 ore 21.00 oratorio di Casciago. Locandina..

San Martino

Le reliquie del sangue di Giovanni Paolo II a Varese. Programma.

Teatro

La Compagnia teatrale sant’Eusebio ricorda “Pietro Mazzarella” con ultima replica. Info qui..

Libro che va

Libro che va. 18 e 19 giugno. Info qui..

Liturgia preparata

Sei incontri da Martedì 15 gennaio ore 21.00 – oratorio di Luvinate. Info qui..

Liturgia preparata

Cinque incontri da Martedì 12 aprile ore 21.00 – oratorio di Luvinate. Info qui..

Week-end in agosto

Week-end di Agosto. 29-31 agosto 2014. Info qui..

Santo Natale 2012

Orario celebrazioni, confessioni e novena Santo Natale 2012. Scaricalo qui.

Natale 2014

In attesa con Maria

Oratorio Estivo

Oratorio estivo 2013 – Oratorio al completo – Programma.

Oratorio Estivo

Si parte! .

Oratorio Settembre

Far memoria in oratorio. 1-8 settembre 2015. Info qui.

Orta San Giulio

Pomeriggio di spiritualità al Monastero di San Giulio a Orta.

La nostra Pasqua

Orari delle Confessioni e delle Celebrazione della S.Pasqua 2016 . Clicca qui..

Patronale di Luvinate

Verso la Festa Patronale di Luvinate Programma.

Patronale di Luvinate

Verso la Festa Patronale di Luvinate Programma.

Pellegrinaggi 2013

Due proposte di pellegrinaggi. Info qui.

Pellegrinaggi 2016

Percorso di rinnovamento attraverso luoghi significativi a vari livelli. Info qui..

Incontro Taizé Roma

Info sull’iniziativa qui.

Sacro Monte 2015

Sacro Monte in notturna a chiusura del mese di maggio. Info qui..

Percorso fidanzati

Percorso fidanzati 2013-2014. Primo incontro 19 Ottobre.

Percorso fidanzati

Pietralba

Martedì 11 agosto. Pellegrinaggio al Santuario di Pietralba (BZ).
Programma
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Polonia 2015

Pellegrinaggio in Polonia. 18-22 agosto 2015-Ancora posti disponibili!. Info qui.

Quaresima 2013

Proposte per vivere la Quaresima 2013 Info qui..

Quaresima

Quaresima 2014. Info qui..

Quaresima 2016

Maggio con il Rosario

Il S. Rosario del mese di Maggio. Ultima settimana a Barasso. Info qui..

Rosario di Maggio

Il Rosario del mese di maggio. Programma ultimi due giorni a Casciago.

San Martino

La parrocchia di Barasso per San Martino. Programma.

San Nicone

Pellegrinaggio a San Nicone 2016. Info qui..

Sant’Ambrogio

Festa di Sant’Ambrogio. Programma.

Sant’Eusebio 2013

Sant’Eusebio 2014

 Festa di Sant’Eusebio 2015.
Programma
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Festa si Santa Liberata

19 gennaio 2014 Festa di Santa Liberata a Morosolo. Scarica il programma qui..

Santiago 10 anni dopo

A 10 anni dal cammino, don Norberto condivide giorno per il giorno il suo diario.

Settimana Autentica

Teatro 2013

La Compagnia Amici di Sant’Eusebio presenta: “Il teatro di Ferravilla”.

Teatro

Venerdì 5 e sabato 6 febbraio 2016 salone dell’oratorio di Casciago. Info qui.

Pentecoste

Sabato 14 maggio 2016 h.21. Basilica di San Vittore. Veglia di preghiera. Info qui..

Week-end famiglie 2013

Week-end con le famiglie 2013 dal 30 agosto al 1 settembre 2013.

Battistero

13 marzo 2016. Nell’anniversario del battistero. Programma qui.

Concerto Ars Cantus

Concerto sabato 23 Marzo 2013. Info qui.

Germogli

Gruppo germogli. Primo incontro domenica 15 novembre. Info qui.

Giornata della pace

Incontri del giovedì

Gender

UNA SERA PER CAPIRE IL GENDER. Locandina e info.

Il Natale da noi

Anno Liturgico

Iniziamo l’anno liturgico nel segno del battesimo..

Nuovo Battistero

Il nuovo Battistero. Clicca qui.

Pellegrinaggio a piedi

Pellegrinaggi a piedi. Informazioni qui.

a Lourdes in Aprile

Pellegrinaggio a Lourdes in Aprile. Info qui..

Quaresima 2015

La nostra quaresima e il fonte battesimale. Clicca qui.

Ricomincianti

Sette incontri seguendo il Vangelo di Marco. Info qui..

Ritiro 23 aprile

Ritiro spirituale a Cassano Valcuvia – Sabato 23 aprile 2016. Info qui..

Ritiro

Ritiro spirituale prima del Giubileo. Lunedì 7 dicembre. Info qui.

Sant’Ambrogio

Sant’Ambrogio a Morosolo. Info qui.

Seconda Porta

Seconda Porta insieme. Giovedì 2 giugno. Info qui..

Settimana Educazione

Settimana dell’educazione 2016. Info qui..

Sindone 2015

Insieme alla Sindone – 15 maggio 2015. Info qui.

Sportiva-mente

La proposta sportiva della Comunità Pastorale. Info qui.

Terra Santa

Vuoi vivere un pellegrinaggio in Terra Santa? Prima decina del mese di agosto. Se sei interessato rivolgiti in segreteria.

Triduo Lourdes

Triduo per la Madonna di Lourdes. Clicca qui.

Weekend di agosto

Weekend insieme ad agosto. Info qui.

Weekend con il prete

Un sabato e domenica con Don Norberto
1 e 2 Dicembre. Programma
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30/03/2005 – Giorno 1:  Milano – Lourdes – Roncisvalle

Provvidenziale la sosta a Lourdes: la grotta, la messa internazionale, commozione, ricordi, la candela per offrire questo cammino. Uno squarcio di azzurro all’arrivo, pioggia, un po’ di sole al passaggio davanti alla grotta con il treno che mi porta a Pau. E poi il vangelo dei discepoli di Emmaus letto durante la messa insieme con le guarigioni “nel nome di Gesù” raccontate dagli Atti degli apostoli.

31/03/2005Giorno 2: da Roncisvalle a  Larrasoaña

Ho iniziato a ricordare le case della parrocchia (ndr. la parrocchia Madonna Regina di Busto Arsizio) e le persone che, via per via, la abitano. Silenzio, da solo tra boschi e prati, cavalli e pecore… Si inizia a vedere la primavera mentre il sole accompagna il Cammino. Maria a Roncisvalle e nel percorso, protegge il Cammino.

01/04/2005Giorno 3:  da  Larrasoaña a Pamplona

Percorso normale, senza particolari difficoltà. Si entra a Pamplona e per un po’ dimentico di essere pellegrino, vestendomi da turista. L’incontro con quattro ragazzi di Brescia, il rosario, la Messa a San Firmino. E’ stato bello riprendere ieri nel rifugio, a mo’ di romanzo, gli Atti degli Apostoli.

02/04/2005Giorno 4: da Pamplona a Puente la Reina

Percorso reso pesante dalla pioggia che a poco a poco prende il cammino verso la tappa. Freddo. In cima al monte, alcune eliche per l’energia ricordano che il vento porta messaggi a chi è lontano: invio le parole da consegnare alle persone che amo di più. Ciò che si prova lo si vuole comunicare: è l’esperienza dei discepoli alla resurrezione.

Tommaso sarà però sempre presente, come se per molti ci fosse bisogno di un particolare intervento di Dio che superi il messaggio fatto dagli amici, “abbiamo visto il Signore”. Quanti fratelli non sono toccati da noi ma dalla tua imprevista Grazia! Aiutaci a non ritenerci “indispensabili” per tutti i Tommaso del mondo. Non smettere di “venire in mezzo a noi”: fa’ che possa credere senza vedere! A dire il vero, molte volte ti sei mostrato facendoti intravedere… Se vuoi fallo altre volte, anche in questo Cammino!! Bella la chiesa di Santiago del crocifisso, con il ponte a Puente la Reina.

03/04/2005Giorno 5:  da Puente la Reina a Estella

Nel sonno sento le campane a morto: sono nel sogno o sono quelle dalla chiesa? Al mattino mi accorgo, guardando la prima pagina di un giornale, che il Papa è morto, ha finito la sua agonia. Un po’ di commozione mi viene. L’inizio della tappa si presenta con nuvole ma, grazie a Dio, non pioverà. In compenso delle deviazioni dovute a lavori sulla strada mi fanno entrare in tanta “terra argillosa e bagnata”. Significa avere per buona parte la zavorra sotto gli scarponi!

Si arriva a Estella dopo aver fatto qualche chilometro in più del previsto. Giro per la città a controllare gli orari della Messa e… entro in una chiesa dal lato sinistro dove vedo nel fondo delle suore dietro ad un vetro. Mi giro verso l’altare e trovo l’esposizione eucaristica. Non c’è nessun fedele in chiesa! Per una lunghezza di circa venti panche non c’è nessuno. Mi metto solo tra le suore e l’Eucarestia: spettacolo! Prego per circa un’ora e poi, dopo un buon gelato, prego un’altra mezz’ora! Quanti pensieri e quanta gioia: come se mi stesse aspettando!!

Circa il Papa e la sua morte: “Abbiamo attraversato insieme questi 25 anni di ministero. Ricordo quando sei stato eletto dopo la morte di Giovanni Paolo I. Ricordo la visita fatta a Roma da diacono (eravamo lì per l’ordinazione episcopale di Martini il 6 gennaio 1980: un altro che ha accompagnato questi venticinque anni!). Ricordo quando mi hai dato la mano (quello che si vede nella foto che tengo in camera) senza guardarmi in faccia. Altri notarono che guardavi quello che veniva prima (???). E’ stata una forte emozione! E poi il tuo pontificato da pellegrino, da pellegrino e per il mondo! Le tue foto hanno fatto storia e sei stato capace di captare il mondo dei mezzi di comunicazione. Hai cavalcato un periodo forte della storia e lo hai passato con tutta la tua persona. Da giovane Papa a persona ferita, sconsolata, preoccupata per la pace e per i confitti che sembravano finiti con la caduta del muro di Berlino. Un Papa sei stato che coinvolgeva i giovani e per questo hai inventato la GMG. Dalla Polonia ma soprattutto da Parigi ti ho sentito vicino a me che stavo con i giovani. La tua parola e i tuoi tanti scritti (confesso di non averli letti tutti anche per la loro… pesantezza) con una forte tinta combattiva per difendere diritti della chiesa, principi morali, indicazioni etiche sulla pace. Persona criticata e inascoltata, vicino al popolo ma lontano dalla ” intellighenzia”. Poi la mano tremolante, il Parkinson a partire ad quella visita in Francia che ha aperto la strada ad un Papa debole! Ma la debolezza ha parlato, ancora più delle parole e dei viaggi!! Fino a questa lunga agonia! Fino a quel grido di Pasqua dove le parole non uscivano, solo un grido di silenzio! Sei stato Papa lì, per molta gente, forse per tutti: come con quel crocifisso con cui volevi abbracciare tutti ma vedevi attorno il silenzio, l’abbandono e la solitudine.

Mi sei mancato questo mattino! Ho pianto per te, perché non ci sei più e un po’ della mia vita ne risentirà! Sono partito come prete con te e ora tu non ci sei più. Hai percorso tanti chilometri per arrivare a tutti, ti sei fatto pellegrino e ora ti sento vicino mentre percorro la strada verso Santiago che hai contribuito a farla conoscere con la prima GMG. Ti chiedo scusa di non averti amato sempre, sentendoti quasi ‘tradizionalista’ e un po’ ripetitivo. Ora che non ci sei più riandrò ai tuoi scritti, cercandoti tra le righe. Chissà come starai ora, in paradiso insieme a tutti quelli che hai beatificato. Quanti ci saranno sul serio e quanti saranno … ancora in purgatorio perchè forse non erano proprio da beatificare!! Ma che importa ora. Starai con quel Gesù che hai amato e che hai indicato affinché si aprissero a lui le porte. Ora è lui che le apre a te, servo buono, per entrare nella gioia del suo Signore. Farò fatica a cambiare il nome durante la Messa perché mi hai accompagnato per questi 25 anni. Grazie per la tua vita e la tua malattia”.

04/04/2005Giorno 6: da Estella a Los Arcos

Parto tranquillo e, non trovando dove prendere un po’ di frutta, arrivo a Los Arcos senza fermarmi (sono 22 chilometri). Dopo la sosta, finalmente arriva il sole dopo due giorni di assenza, anche se non è mai piovuto. Il sole di aprile che riscalda! Passo, nel tragitto, da molti campi coltivati, passo tra le viti e subito risalta una parola: “Io sono la vite e voi siete tralci”. Prendo un tralcio staccato, marcito e lo tengo per un po’ di strada. Le viti, legati al primo filare, sono invece a forma di croce. Non so se è una caratteristica generale, ma colpisce che tutte siano tante croci, una vicina all’altra … cimitero che attende la vendemmia. Rivedevo sul giornale il corpo del Papa, come vidi ai tempi il corpo di Paolo VI (ero a Perugia nel 1978 con un gruppo di handicappati per una vacanza e, alla morte di Papa Montini, andammo a Roma a vederlo). Un corpo fermo che ha lasciato andare l’anima finalmente !!!! E’ proprio vero che la nostra carne non può fermare quello che abbiamo di più potente!! A messa, questa sera, mi unirò a lui.

05/04/2005 – Giorno 7: da Los Arcos a Logroño

Ancora fango, tanto fango! Sono obbligato a iniziare una verifica di quel fango che ha appesantito la mia vita. Inizio con la ” sensualità” nella sua veste negativa che da tempo chiamo “il prendere”. Riparto dall’inizio, dalle prive sbavature a quelle della mia vita sacerdotale. Da un ambiente ingenuo alla scoperta dei mezzi di comunicazione soprattutto serali, a qualche leggerezza con il mondo femminile: fatiche dentro uno schema mentale “buono” aiutato da una chiara educazione ma che ha dovuto essere rivisto e aggiornato.

La fatica inizia con qualche segno al ginocchio: tutte le attenzioni per non andare come l’altra volta nella tendinite (ndr anni prima feci l’esperienza in otto giorni sugli ultimi 100 chilometri del cammino: disastro con tendinite dal primo giorno). Stanco! La città di Logroño è una scoperta, chiese, palazzi “todo poderoso”!! Proseguo la “benedizione casa per casa” ricordando le famiglie della parrocchia. Le foto del  Papa, con tutta la gente che passa vicino alla salma, sono in risalto sui giornali di questi giorni. Due settantenni che mi superano dopo una sosta, mi fanno pensare al valore dell’amore nella vecchiaia: invecchiare insieme. Come sarà triste il partire di uno dei due, quanta sofferenza nell’altra persona che rimane: credo che sia questa la tragedia della morte.

06/04/2005 – Giorno 8: da Logroño a Nàjera

Strada allunga un po’ rallentata per il rischio della gamba. Si passa tra un parco cittadino molto grande per uscire dalla città e arrivare, dopo sette ore, a Nàjera. Viene spontaneo riflettere sul tema della ” parte industriale di una città”. E’ quella parte della città necessaria ma anche lasciata andare, non curata.

Altra “palta e fango” che  diventa occasione per un altro esame di coscienza. Sono le volte in cui c’è stata pigrizia pastorale della serie: “Tanto le cose vanno ugualmente”. Gesti pastorali buttati lì senza convinzione, sapendo che comunque gli altri non parleranno male di te: quando è mancato il cuore nel fare le cose! Parlo degli anni di Milano o di quando mi sono difeso e coperto, con la scusa del buon carattere. Ho rivisto le volte in cui ho giocato alcune carte nelle discussioni tra preti e laici, chiedendo un alleggerimento delle attività pastorali ma che in realtà erano frutto di “scazzo”. Il peccato di quando si è condito tutto con qualche battuta senza lo sforzo di aprire o lo sforzo di lavorare. Ecco del materiale “peccaminoso” che ha reso meno bella la città, così come ha reso meno bello il mio sacerdozio.

07/04/2005 – Giorno 9: da Nàjera a  Grañón

Scrivo da Grañón fuori dalla chiesa parrocchiale che ospita pellegrini nella canonica. Bella e semplice è l’ospitalità. Come sentirsi a casa pur dormendo in una sala parrocchiale e lavando i vestiti sporchi nel campanile dove anche i panni sono stesi ad asciugare. Strada bella e senza fatica (è rientrato il dolore alle gambe). E’ sempre molto coperto, ma poi nel pomeriggio e come se un filo di azzurro si aprisse sulla strada per lasciar passare il sole caldo che rallegra.

E’ una settimana che cammino e il Cammino comincia a prendermi. Bello l’ingresso a santo Domingo de la Calzada con il suo santo e il gallo e le galline presenti in chiesa. Volevo scrivere l’ essenziale e mi trovo a scrivere tutto! Trovo in chiesa un inno per il pellegrino da usare alla sera:
Perché fa già notte. Perché è tardi mio Dio.
Perché temo di perdere le orme del cammino:
non lasciarmi solo e rimani con me.
Perché sono stato ribelle e ho cercato il pericolo
e ho guardato curioso alle vette dell’abisso:
perdonami Signore e rimani con me.
Perché ardo di sete tua e di fame del tuo grano,
vieni e siediti alla mia tavola, benedici il pane e il vino.
Con che fretta arriva la notte! Rimani infine con me. Amen

E’ stata una tappa parrocchiale e familiare. In 6 pellegrini con 4 volontari che stanno mettendo a posto la canonica. Abbiamo cenato insieme in un clima molto fraterno e dopo abbiamo pregato nel coro in alto alla chiesa di San Giovanni Battista, la parrocchiale. Ci si è sentiti a casa! Notte però fredda senza aver dormito molto.

08/04/2005 – Giorno 10: da Grañón a Villafranca Montes de Oca

Tappa che inizia con la pioggia (residuo di quella notturna) e freddo con il sole che va e viene. Prosegue, dopo aver visto parte del funerale del Papa in un bar, la revisione di vita a partire da quello che si incontra.

Quante volte ho portato sole e poi l’ho tolto lasciando il freddo! Mi riferisco a rapporti non continuativi nel tempo, amicizie poco coltivate e vissute fino a quando… conveniva a me. Sono stati rapporti dove il vento della emotività ha coperto il sole degli affetti che ritenevo importanti. Rapporti dove forse ho usato le persone per evidenziare la mia bravura o la mia intraprendenza, lasciandoli poi. Sono persone e circostante precise che mi vengono alla mente. Come la presenza del sole che scalda, altrettanto la sua assenza porta gelo nel Cammino.

09/04/2005 – Giorno 11:  da Villafranca Montes de Oca a Atauperca

Cammino caratterizzato dal freddo, molto freddo con neve ghiacciata e vento gelido. Il sogno della notte è stato bello: tutto consisteva nel predisporre agli altri il Cammino. Come se compito fosse quello di favorire esperienze belle agli altri. E’ il compito degli ospitalieri come quelli della parrocchia di ieri: favorire una buona sosta ai pellegrini… sparendo poi dalla circolazione. Poter essere “nulla” per favorire una esperienza bella agli altri.

Niente messa purtroppo: oggi la desideravo molto! Si è in un rifugio rustico con diverse nazionalità ma senza italiani… per fortuna. Continuo il silenzio. Nessun segno religioso tra le 15 persone che pernottano se non una chiacchierata (sic!) con una tedesco e uno spagnolo… in spagnolo: valore del  Papa, messaggio cristiano, la Chiesa, argomenti diversi da come li viviamo noi. Parole lontane per la tedesca protestante, parole vaghe per il ragazzo spagnolo.

10/04/2005 – Giorno 12: da Atauperca a Burgos

Partenza presto per Burgos con freddo. Sembra che si metta a posto invece persiste il freddo, molto freddo. Faticoso percorso perché monotona la traccia: tutta la diritta periferia industriale. Arrivo comodamente per partecipare alla Messa solenne nella bella cattedrale di Burgos: “E i loro occhi lo riconobbero”. Anche gli occhi di Maria di Magdala, pieni di lacrime, erano incapaci di riconoscere il maestro. Da subito ci fu, tra le persone amiche e vicine, l’incapacità a riconoscere Gesù risorto. Come un eterno destino che toccherà sempre la Chiesa: ci sarà sempre una incapacità a riconoscerlo che non è segno di poca fede ma conseguenza dato dall’evento.

La Chiesa dovrebbe così essere “più discreta”, meno forte e difensora di una verità propria perché anche lei è incapace di riconoscere il maestro. E’ come se questo aspetto rendesse la Chiesa simile agli uomini di oggi, che non sanno più chi è il maestro. Forse essere consapevoli di questo scarto rende noi, uomini di chiesa, più umani, più discepoli che devono convertirsi, più Maria che piangeva la scomparsa di una fede che sembra non esserci più!

Signore accetto di “non riconoscere”, accetto di “non vederti”, se questo diventa una occasione per una fede più vera, per un cristianesimo più capace di parlare la lingua di oggi! Queste considerazioni vengono in una cappella di “casa Emmaus” a Burgos! Casa di ospitalità “cristiana”, gestito da un ordine francese di laiche consacrate (ne sono presenti tre). Mi accolgono con gioia come pellegrino prete. Mi mostrano il percorso spirituale che esiste in diverse chiese del Cammino. In parte alcune le ho già sperimentate, in parte no, non sapendolo. Bisognerebbe che ci fosse una traccia più evidente dall’Italia, circa i luoghi dove si fa animazione spirituale. Sembra che motore sia padre Ignazio di Grañón (che quando sono passato da lì non era presente in canonica). Posso così respirare un’aria spirituale in questa domenica. Non mi sembra poi vero di avere una stanzetta e un bagno a mia completa disposizione!!

11/04/2005 – Giorno 13: da Burgos  a Hontanas

La giornata si apre presto (mi alzo prestissimo) con colazione e con la Messa che celebro con le poche persone (le tre religiose) che sono presenti in una casa di riposo poco lontano da dove ho dormito. E’ bello celebrare dopo tanti giorni in cui faccio il fedele!

Dopo un caldo saluto con le religiose di “Notre Dame de Vie”, attraverso la città di Burgos e mi porto, curioso, verso la mesetas. Il tempo e sempre freddo con vento forte che produce uno strano gioco di nuvole. Si entra su altipiani dove non ci sono case, dove è tutto molto pianeggiante e disteso. Si vedono solo campo “verdi” di grano, qualche cumulo di pietra e poi nulla! Il cielo continua a cambiare e, da pieno di nuvole nere, diventa improvvisamente segnato dall’azzurro di cielo che si apre. Anche il sole sta giocando. Esiste un cuneo di azzurro proprio sopra la mia testa mentre nei due lati persistono colori diversi di nuvole tendenti al nero. Ma sono sguarci! Poi tutto si copre… poi si aprono squarci e così via. Bellissima sensazione! I colori si incrociano tra il verde con diversi toni, il grigio, l’azzurro, il bianco, il colore acre della terra: una tavolozza di colori!

Il buon Dio immenso lo si avverte tra le mani illuminate dal sole che al mattino, hanno tenuto il pane della eucarestia: che sproporzione! Penso a questo amore che avvolge dicendo:”Non avere paura! Come il sole è sopra nonostante le nubi, così Io”.

Penso, riprendendo un salmo, ai peccati della mia giovinezza: mi riferisco al centramento su di me, al focalizzare su di me discorsi e persone. Come è altra cosa invece indicare il cielo, l’azzurro di qualche cosa che è più grande di me! Non c’è nessuno vicino a me (alcuni sono avanti e altri sono molto indietro: parlo sempre di cinque o sei persone!) e grido forte: “Grazie!”, “Voglio essere tuo!”, “Vogliamo essere tuoi!”.

Improvvisamente mi viene in mente il mio papà. E’ tanto che il pensiero di lui non si fa evidente. Sono pochi istanti ma buoni per commuovermi, per sorridere a papà Giovanni detto “Giuanin”. E pensare che ora lui mi conosce tutto, forse molte cose, dal punto di vista del cielo, ora li condivide di più. E’ pur vero che un po’ di lui e presente in me! Arrivo così all’antico e accogliente albergo di Hontanas, paese che compare improvvisamente più in basso rispetto alla strada. Tutto è piatto per chilometri, senza nulla e poi di botto il paese è lì sotto: che sorpresa!

12/04/2005 – Giorno 14: da Hontanas a Fromista

Itinerario bello, sempre con vento anche se progressivamente meno freddo al punto che alla sera (finalmente) è tutto sereno. Tra paesi interessanti e linee tra prati verdi che si perdono all’orizzonte con qualche alta lontana meseta da una parte. Passando da un convento di Clarisse, ripenso al rapporto con il Carmelo di Legnano e con Madre Elisabetta (priora morta poco tempo fa). Ricordo le confidenze e i segreti raccontati e che ora sono in cielo. E’ risuonata un frase importante che mi lasciò una volta: “Perché ogni cosa, ogni persona è di Dio, allora è tua!”.

Preghiera del rosario e gambe in spalla arrivo a Fromista mentre vado completando “la visita delle case dei Rossi” (ndr una zona della parrocchia di Busto). Messa celebrata da un giovane prete, quasi ” scazzato” nel dover dire messa. Così facendo si ha quasi voglia di preti … tradizionalisti! Penso anche io, tra i peccati della mia giovinezza, a quello stile trasandato nelle celebrazioni, quasi per non essere considerato “uomo del culto”, scadendo in un qualunquismo banale. Vale la pena recuperare un senso giusto del mistero e del rito, facendo intravedere, da preti, che “crediamo in te presenza viva”. Trovo anche un libro italiano che inizio a leggere anche se… non lo finirò.

13/04/2005 – Giorno 15: Da Fromista a Calzadilla de la Cueza

Cammino di 36 chilometri, come tirata per avvicinarmi a Leon (invece di sette giorni, sei giorni). Si costeggia per buona parte la strada che non disturba essendo poco battuta. Rettilinei che talvolta salgono, mostrano la lunghezza della strada fino a Carrion. Nell’intersezione di strade campestri vengono messi quattro cippi caratteristici del Cammino ma, in prospettiva, assomigliano ad un grande cimitero.

Allora inizio a ricordare i morti con cui sono venuto in contatto: il papà, gli zii, la nonna. Poi i defunti che ricordo di Milano, quelli di Legnano e infine ricordo tutti morti della parrocchia, facendo girare velocemente tutte le quattro zone, indicate come Cascine. Figure più o meno significative che ho incrociato e che ora partecipano al Cammino che sto facendo!

Arrivato a Carrion, invece di fermarmi (secondo la tappa del libretto), procedo. Entro nel convento di santa Chiara e trovo la scritta del vangelo:”Chi avrà lasciato casa, padre…”. Sarà occasione per una lunga riflessione nella seconda parte della giornata, saranno diciassette chilometri, tutti diritti e piatti, tra alberi che mi accompagnano… non si arriva mai! Il sole ora si sbizzarrisce, senza nuvole, portando un po’ di caldo, anche se nei prossimi giorni è prevista pioggia. Ecco ora qualche pensiero sul testo del vangelo.

Esiste una vita “a dritto” è una “a rovescio”. Come spesso accade nei vestiti” fatti bene”, non si sa quale sia il dritto e quale il rovescio. C’è chi sceglie che un tipo di vita sia diritto e chi viceversa.

Credo che “il diritto” sia quel tipo di vita dove non c’è più il senso del possesso, del tenere, del chiudere. Quando invece ci si abbandona, ci si spossessa, si lascia la vita “a rovescio” e si entra appunto nella “vita a dritto”, perché così è stata fatta la vita, allora si trova il centuplo ricordato nel vangelo: si possiede la terra, proprio perché non ti appartiene, tutti diventano fratelli da voler bene, tutti si diventa padri o madri perché si continua ad imparare da tutti (dalla Chiesa madre, da chi è malato, da chi ha qualche cosa di bello e vero da insegnarti).

Chi ha una relazione sponsale libera dal possesso vive cento volte tanto questa relazione, nella parte a “dritto”. Se la parte a “dritto” la si può chiamare “vita divina”, possiamo dire che vivere così, come la vita ci è data, si entra nella vita vera. Tutto il problema pertanto si colloca su ciò che è “dritto” e su ciò che è “rovescio”. Credo che Gesù, con la sua vita spossessata, ci abbia indicato il “dritto”, quel modo di vivere secondo la vita eterna con cui lui vive.

14/04/2005 – Giorno 16: da Calzadilla de la Cueza a Calzadilla los Hermanillos

Ecco un tentativo di riflessione che mi ha preso anche il secondo giorno. Il Cammino è iniziato con una bella alba, è terminato a nove chilometri in più del previsto (ne ho fatto 34) a causa della pioggia insieme al vento e ad un rifugio risultato chiuso. Niente di rotto, ormai sono abituato, domani ne farò solo 24 di chilometri. Ho comunque avuto un momento di panico quando con vento e acqua mi sono trovato solo in mezzo ai campi, senza sapere se fosse giusta la direzione. Mi sono detto per la prima volta: “Ma dove mi sono ficcato?”. La cordialità di due brasiliani giovani, Simone e Santiago, ha reso più bella la cena con loro a base di spaghetti.

15/04/2005 – Giorno 17: da Calzadilla los Hermanillos a Mansilla de las Mulas

Giornata splendida per tutta la mattinata, con un cielo limpido, un’aria molto frizzante, un sole che tende a scaldare, nonostante il freddo. Cammino solo tra campi, in piano e in leggera salita tanto da vedere l’orizzonte verde, senza alberi, senza i pali dei fili della luce. In altri momenti poi si ritrova qualche pianta, una ferrovia lontana… ma la bellezza del creato che mi porta a cantare in continuazione (tanto nessuno mi sente). Il primo pomeriggio (ormai arrivato dopo 24 chilometri) invece rischio un tempaccio come quello di ieri.

E’ proseguito il pensiero del “dritto e del rovescio”: chiamo così il tentativo di capire l’altra faccia del mondo e della realtà, quella eterna, quella divina. C’è un “dritto e un rovescio” nel fare il prete, nell’essere Chiesa, nel mestiere. L’etichetta dice quando un vestito è “dritto e quando è rovescio”: lo spossessarsi è l’etichetta. Per chi vuole è anche indicato da Cristo, per chi non vuole lo spossessarsi e un valore molto grande! Come sempre si può girare il “dritto e il rovescio” più volte nella vita, quando appunto entra il possesso su tutto, su Dio, sulla Chiesa, sulle persone. Bisogna che sia continuamente vigile questa attenzione per non correre il rischio di credere di essere nel “dritto” e invece trovarsi nel “rovescio”. Spesso la linea è sottile! Preso da questi pensieri e impressionato dai colori che erano intorno a me… non ho neppure recitato il rosario. Trovo a Mansilla la chiesetta dedicata alla Madonna delle Grazie: mi inginocchio li e, nei misteri del rosario, ricordo le chiese dedicate a Maria.

16/04/2005 – Giorno 18: da Mansilla de las Mulas a Leon

Dopo una mattina preso dalla musica (che non ricordo) e da parole inventate (che non ricordo) e da una continua lode al creatore, sono arrivato a Leon. Quando si entra in città grandi e belle si vestono i panni del turista. Molto bella la chiesa di San Isidoro oltre al centro storico. Niente quindi di speciale se non accettare il “rovescio o il dritto” della gente di questa città. Da qui arrivai la prima volta in aereo per poi prendere il pulmann per Ponferrada.

 

17/04/2005 – Giorno 19: da Leon a Hospital de Orbigo

Giornata partita male pur essendo domenica. Già la sera non sono riuscito a partecipare alla Compieta pur desiderata e poi la notte è risultata fredda e lunga (ero vicino alla finestra e tirava una aria gelida). L’uscita dalla città è stata un po’ faticosa, mentre pedalavo per arrivare, entro le nove, alla chiesa della Virgen del Cammino dove ci sarebbe celebrata la Messa. Erano circa nove chilometri. Arrivo al pelo e rimango deluso da una Messa senza canti, senza… predica, celebrata da un domenicano di quella comunità che cura quel moderno santuario.

La strada poi si biforca, prendo la parte più corta di tre chilometri dovendone fare in tutto 33. Libro guida che fa incazzzare! Dovrò scrivere per far ritirar le copie! Strada sterrata e brutta che mi vede stremato fin quando non trovo un bar, per bere qualcosa! Dopo la sosta anche la strada diventa più bella, pur rasentando la strada nazionale. Lunghi rettilinei, ma belli! Riesco addirittura a cantare e a ricordare tutti i verbi con cui vivo (stupire, ridere, pregare…  e tanti altri) per dire “Sei con me Signor, sei con me”. La strada si fa meno dura e quasi più leggera. Cammino bene e quasi senza fermarmi, arrivo al rifugio. Non c’è messa alla sera…  Meno male che ho ascoltata quella delle 9, quella “povera”. Qui all’aperto scrivo e mi trovo “strano”, di domenica lontano da casa, nella solitudine di strade… solo! Mancano circa 312 chilometri a Santiago.

18/04/2005 – Giorno 20: da  Hospital de Orbigo a Rabanal del Camino

Cambio colore (ndr. dalla scrittura in nero a quella in blu) perché non trovo più la penna che mi aveva dato suor Agostina. Scrivo da Ponferrada perché tra una cosa e l’altra, non lo fatto il giorno prima. La tappa del 18 è stata lunga (36 chilometri) con una sosta bella alla città di Astorga. Mi sono ritrovato poi su lunghe strade solo mentre attraversavo brulle colline, di buon passo, pregando e lasciando libero il pensiero mentre il vento colpiva sempre freddo e una zona di azzurro mi accompagnava.

Improvvisamente sono entrato nelle nuvole delle colline più alte e in tre chilometri esatti ha cominciato a nevicare e a piovere facendo così scendere fortemente la temperatura. La strada diventava sempre più lunga con il vento e il freddo oltre che “bagnata”. Finalmente si arriva a Rabadal del Cammino. L’ albergo è di una comunità di benedettini che non vedo e che non organizzano quel giorno nessuna preghiera forse perché malati. Trovo due ragazze di Vicenza con qualche problema ai piedi. Dormo… ci voleva!

 

19/04/2005 – Giorno 21: da Rabanal del Camino a Ponferrada

Il giorno che mi avrebbe portato a Ponferrada inizia peggio. Raffiche di vento (siamo sempre a 1000 metri) e di neve portano a sotto zero la temperatura, tanto da lasciare sulla strada un buon 10 centimetri di neve. Come essere in una bufera di neve…  non finisce più mentre la strada si fa pesante.

Arrivo finalmente senza pensare troppo, ad un paese con un bar e qui vengo a sapere della prima fumata e assito alla seconda fumata nera per l’elezione del papa. Pian piano… un po’ stravolto vedo che improvvisamente il cielo si apre e compare il sole: grande risata! In un bar assito alla fumata bianca e all’annuncio del nuovo Papa (Ratzinger).  Credo che sia la figura più intelligente del momento, capace di preparare la strada alla Chiesa e al prossimo Papa. Nella strada ricordo la freddezza con cui tante volte mi sono accostato alla Eucarestia: sarà anche quello un peccato da portare a Santiago.

20/04/2005 – Giorni 22:  da Ponferrada a Villafranca del Bierzo

Giornata che si presenta tranquilla dopo quella di ieri. E’ la prima tappa che coincide con quella fatta la volta precedente. Sono venti chilometri ma allora arrivai… cotto. Credevo di fare lo “sborone” con il trekking insieme all’ansia di arrivare: ricordo le gambe a pezzi e tutto il tragitto con la tendinite. Oggi sono diverse le cose. Ho apprezzato dei piccoli luoghi anche se era giusto una tappa per “rallentare” il passo. Nessun pensiero se non una richiesta a Maria, a furia di rosari.

E poi un pensiero lungo sul nuovo Papa Benedetto XVI (scrivo per la prima volta il suo nome!). Credo che sia una persona intelligente, con le idee chiare e sia in grado di vedere avanti, anche per le dovute innovazioni. Non può rinnovare chi non sa e non conosce, chi non ha le idee chiare e il Papa è intelligente e con le idee chiare. Sarà una buona occasione per ripercorrere con lui gli aspetti chiari della fede. Il problema sarà il modo di dire le cose, di proporle, di mettersi in dialogo e in un giusto atteggiamento missionario, tipico del mondo di oggi. Credo che l’episcopato abbia fatto una scelta di sicurezza. Al di la di Martini forse non c’era nessuno altrettanto preparato e all’altezza. In fondo dovrà preparare, vista l’età, il papà futuro che già era nel conclave.

Sono 23 giorni che sono lontano da casa e da una parte non mi disturba. Mi sono abituato a rifarmi lo zaino ogni giorno, a pensare alla spesa, a lavare, a organizzare la giornata. Comincio a sentire un po’ la mancanza della vita normale, quella di Busto, quella da prete. So che questa e una esperienza totalmente privilegiata e fortunata, che non accadrà mai più. Certo, incontrando due svizzeri, marito e moglie, vengo a sapere di altri itinerari legato al pellegrinaggio: quello che da Le Puy in Francia porta a Roncisvalle, un altro pezzo del grande Cammino verso Santiago. Così come altre vie, la via Francigena. Sono qui e … il mondo è cambiato! E’ morto un Papa, c’è stato un Conclave con chissà quali problemi di stampa (qui ho seguito solo i titoli), c è stato un Papa nuovo con una serie di reazioni. Pare che sia in crisi il governo… quante cose solo in 23 giorni! Sembrano che le cose siano lente e poi ti accorgi che il tempo è breve, possono cambiare tante cose. Forse anche io!!

21/04/2005 – Giorno 23: da Villafranca del Bierzo al O Cebreiro

La giornata si presenta lunga e faticosa con il monte Cebreiro (m.1400). La sera mentre ceno faccio due chiacchiere (!)  con i due svizzeri di Berna. Sono marito e moglie che hanno camminato tanto ed ora dopo il cammino iniziato a Le Puy, arrivano a Santiago nel loro quarantesimo di matrimonio. Mi sono commosso e ho raccontato che sono un prete e che per regalo faccio il Cammino. Due arzilli, magri con i capelli bianchi (avranno penso 65 anni). Lei molto bella con occhi chiari e con i suoi capelli bianchi a coda di cavallo. La descrivo perché il giorno prima mi aveva colpito con il marito. Che bello invecchiare così! Dicono che è stato un regalo di Dio il loro cammino nella vita!! Commozione. Niente di particolare per oggi … ma quei due!

 

22/04/2005 – Giorno 24: da O Cebreiro a Tricastela

Inizia l’ultima settimana di questa particolare e irreperibile esperienza. La giornata si presenta nebbiosa e, speriamo, aperta al sole. Invece una buona ora di acqua, anche se non fa freddo come prima e, ad un certo punto, l’arcobaleno! Come la scorsa volta (ricordo che ero in pullman per arrivare a Ponferrada dopo il volo per Leon) si apre questo arco di bene e di colori! Per il resto nulla di particolare se non l’inizio della zona dei gialli (ndr riferimento ad una altra parte della parrocchia) e una messa speciale per i pellegrini che si celebra a Tricastela. Avrei voluto procedere (erano solo 22 chilometri) ma sapevo di questa messa familiare che avrei rischiato di non parteciparvi. Il parroco ci tiene molto a dare un significato religioso al pellegrinaggio. Credo che sia ora il momento di guardare oltre il Cammino, anche se questa settimana avrà altre intuizioni.

 

 

23/04/2005 – Giorno 25: da Tricastela a Sarria

In assoluto il tratto del Cammino più bello e suggestivo. Partito con un po’ di pioggia per la strada, subito mi accompagnano due arcobaleno (arc in ciel). Si lascia poi la strada per un tracciato antico si entra in un posto “da favola”. Nonostante la pioggerella, il sole va e viene e si è immersi in una piccola valle tra fiume, prati, terreni, piccoli paesi, tutto camminando in costa; fiori, molti fiori di campo che dovrebbero stare in una festa di matrimonio, “nella” festa di matrimonio. Spettacolare mattinata su un tracciato poco consigliato e che viene preferito da chi vuole allungare di poco la strada. Molti invece scelgono l’altro percorso tra paesini o, “per non sporcarsi con il fango”, la strada asfaltata (l’altra volta avevo fatto anche io quel tratto).

Spettacolare visita al monastero benedettino di Samos che, pur se in parte bruciato, mostra i segni di una comunità. Affreschi moderni ma belli dentro una storia di San Benedetto (come, si fa per dire, gli affreschi che ci sono a Monte Oliveto in Italia). Si prosegue tra verde e sole dopo la pioggia incontrando persone con cui scambiare due parole circa la bellezza del posto. Esistono piccoli paradisi nascosti ai più, che l’uomo può riconoscere dando a tutto la parola della lode. Il mondo benedettino, quello carmelitano, quello francescano, quello nascosto di Charles de Faucuold, quello dei padri del deserto: cinque misteri di un rosario con i santi che hanno lasciato qualche cosa di loro alla chiesa e al mondo. E’ proprio vero che si cammina su sentieri tracciati da coloro che sono venuti prima di noi e che con intelligenza hanno scelto le pendenze, costruito muretti di contenimento, ponti per passare torrenti, spazi per passare con le bestie e con le merci , sentieri della natura, sentieri di spiritualità fatti da antichi che hanno cercato di tradurre con la vita e con gli scritti il valore del “Io sono il Cammino!”.

24/04/2005 – Giorno 26: da Sarria a Palas de Rei

E’ domenica! L’ultima domenica del Cammino, l’ultima di tanti preti in parrocchia! Parto per Portomarin con lena, attraverso un paesaggio verde e riposante. La pioggia ogni tanto fa il suo apparire anche se viaggio con la camicia. Decido di ripartire dopo i 22 chilometri fatti per diversi motivi. La scorsa volta feci questo tratto “dolorante e imprecante”. Ora volevo rappacificarmi con il Cammino che anche lo scorsa volta, guarda caso, era fatto di domenica. Il secondo motivo è la lettura della Messa che dice:”Io sono la via, la verità e la vita” ma che in spagnolo suona: “Io sono il Cammino”. E allora beccati 45 chilometri di domenica!! Infine perché è l’ultima domenica dove cammino… “domenica di cammino”! Arrivo proprio stanco, venti minuti prima che inizi la Messa delle 20! Anche arrivare a “sentire messa” era uno dei motivi che mi ha spinto a questa lunga tirata. Dopo una messa “veloce e dovuta”, celebrata dal prete, una bella doccia e una cena in trattoria.

Che dire di questa domenica? Il cammino è stato in buon parte nel giallo. E’ questo il colore di piante (di cui non conosco il nome) che fanno parte della vegetazione”selvaggia”: proprio bello! In più il variare del tempo! Ho preso almeno otto volte acquazzoni di un quarto d’ora di lunghezza ciascuno e poi una mezz’ora di sole caldo per asciugarmi! Tra nuvole e sole… la variabilità!

Così si pensa ai peccati di “presa per i fondelli”, come è il tempo e come talvolta il mio comportamento. Sfotto, prendo in giro non sapendo le reazioni degli altri, come se mi divertissi “alla faccia loro”. Ricordo anche i peccati contro i confratelli: da quelli di Milano a quelli di Legnano, da quelli del decanato a quelli di classe! Talvolta è la poca stima, altre volte è una critica esagerata o una invidia dei successi altrui.  Certo che cerco di esaltare le cose belle mie e… abbassare quelle degli altri. Come è facile non ascoltare ma volere a tutti i costi parlare e farsi notare. Sono peccati da portare a Santiago!!  E poi tanta, tanta stanchezza!

25/04/2005 – Giorno 27: da Palas de Rei a  Ribadiso da Baixo

Abbiamo superato il cippo “55”, quello “50” e il “40”! Vuol dire che siamo proprio alla fine! Da una parte si vorrebbe rallentare la conclusione per il desidero di “rimanere nel Cammino” e dall’altra c’è voglia di arrivare a Santiago e poi a casa! Un po’ di stanchezza si sente forse a causa della precedente tappa. Dimenticavo di dire che sabato sera a messa si sono avvicinati i due svizzeri (quelli dai capelli bianchi e occhi chiari). Ci siamo dati con calore la pace al termine della messa (dopo che loro, cantori in un coro, hanno cantato dei canti di Taizè), ci siamo abbracciati. Ci vedremo ora a Santiagio: bella presenza!

L’idea di quest’oggi era di rappacificare i tratti di strada che la volta precedente furono subìti a causa della tendinite. Per il resto nulla di particolare se non che… ho perso la corona del rosario oltre alla biro (poca roba in un mese di tempo!). Però mi dispiace.

26/04/2005 – Giorno 28: da  Ribadiso da Baixo a Monte de Gozo

Scrivo dall’albergo di Santiago: non è l’ideale. Ma quante cose! La sera al rifugio del Monte de Gozo non ho potuto scrivere, mi premeva dare priorità alle prime cartoline da comprare e poi da spedire. Avevo deciso di fare con calma e lentezza l’avvicinamento al santuario. Il giorno prima andavo tranquillo e mi sarei trovato alla 13 alla tappa prevista (Arca). Ad un certo punto mi sono detto:”Cosa ci faccio poi mezza giornata?”. Risposta: “Vado al Monte de Gozo, cinque chilometri prima di Santiago”. Fu come se un improvviso entusiasmo mi avesse preso. Da cammino lento e quasi “scazzato” a ripresa “canora” ed entusiasta senza fermarmi se non per una birra o qualche biscotto. Sono arrivato così al Monte de Gozo, che sapevo essere un posto un po’ “deludente” per la dispersione o per la spartanità della sistemazione.

Iniziare a scrivere le cartoline e aver iniziato a commuovermi, è stato la stessa cosa! Ho ricordato e scritto alle radici familiari…  a chi mi ha dato affetto… a chi in qualche modo mi vuole bene … a chi ha permesso questo cammino. Dimenticavo che con l’avvicinamento alla tappa finale ho iniziato a ringraziare alcune cose che sono state con me.

E allora GRAZIE allo zaino, agli scarponi, alle scarpe, alle ciabatte, alle tre paia di calze, al paio di calzoni blu, al paio di calzoni beasc, alle tre paia di mutande blu, alle tre magliette (una nera, una bianca, una gialla), alle due camice.
Ho ringraziato l’ombrellino, il paile, la verde Kw, il copri zaino.
Ho ringraziato la coperta di paile, il lenzuolo e il cuscino gonfiabile.
Ho ringraziato la tuta, i due asciugamani, uno piccolo e l’altro più grande.
Ho ringraziato per la bottiglia dell’acqua e quella presa a Lourdes che ho portato per tutto il Cammino senza averla bevuta.
Ho ringraziato per il quaderno di Antonella, il libro di spagnolo dato da Maria Luisa, la biro di suor Agostina e poi quella acquistata, i fogli della preghiera e dei salmi, il libro guida (sic!) del percorso, la Credenzial.
Ho ringraziato il cappello (usato poco) e gli occhiali (idem), la pila per la notte, il libro di Pavese (La luna e il falò) e di Piero Chiara (I giovedì della signora Giulia) comprati in una libreria di Leon, quando ero affamato di lettura.
Ho ringraziato la pipa, il tabacco, l’occorrente per fumare. Ho ringraziato per l’orologio mai usato … e la carta della banca usata per il viaggio di ritorno.
Ho ringraziato per il coltellino, la forchetta, il cucchiaio, quel cibo che mi ha accompagnato, poi il porta soldi con la carta di identità.
Credo di avere ringraziato tutti e tutto, compreso il rosario ritrovato, i medicinali (usati poco), i fazzoletti di stoffa e di carta e una inutile tazza appesa allo zaino (ma poverina anche lei ha camminato). E poi il sapone, il dentifricio, le mollette e una forbicina.
Ho ringraziato i piedi che hanno tenuto, i denti ben sistemati, lo stomaco (mai così bene), gli occhi per come hanno visto e si sono commossi, la bocca che ha dialogato e cantato, il cuore, il fiato, la digestione … tutto!
Grazie a voi che siete stati la mia casa per un mese, amici fedeli di un cammino bello!

Il Cammino poi verso Santiago si apre verso le 7.30 e procede lentamente, quasi a centellinare  ogni passo perché sia ben preparato e vissuto. Recito l’ultimo rosario, mentre dopo un veloce caffè mi preparo per la confessione, anticipata con una lettura veloce del quaderno accendendo la pila.

Arrivo questa volta dalla parte giusta della piazza! Non c’è nessuno… sono quasi solo. Mi fermo al portale della gloria e pongo la mia mano dove l’hanno messa i pellegrini di sempre, tanto da aver impresso nel marmo le cinque dita. Pongo la testa in segno di umiltà. Sono circa le 9 e inizia la Messa capitolare  mentre cerco di dire le Lodi.

Finita la Messa rileggo gli appunti per prepararmi alla confessione. Trovo un prete che capisce l’italiano e comincio  …  a singhiozzare, non riesco più a parlare. La commozione mi ha preso a tal punto da dire poco: tutto era già scritto. L’acqua delle lacrime ha bagnato ciò che la misericordia di Dio stava facendo. Voglia di rinascita, di ringraziamento, di riprendere, voglia di Dio! Molto significativo e sentito il momento!

Arriva così il momento della Messa dei pellegrini, mentre prima mi reco per ricevere l’attestato del Cammino fatto! Trovo un gruppo di italiani sulla strada con … fratel Stella (ndr un gesuita del Leone XIII di Milano che conoscevo e con cui ero stato nel monastero di Mar Mousa in Siria)! Vengo preso come il pellegrino vero…  Mi stimo un po’.

Ma è alla Messa, dove finalmente concelebro, che trovo la pace, la commozione, soprattutto quando metto nelle mani l’Eucarestia ad alcuni pellegrini che hanno fatto con me il Cammino. Soprattutto i due amici “belli anziani” che quasi mi trattengono le mani mentre dono loro Gesù! E alla fine ci si saluta bene! Avrei voluto stare più con loro ma quelli di Milano mi tirano a mangiare con loro. Un po’ di rammarico per non aver dato loro l’ultimo abbraccio!!

27/04/2005 – Giorno 29: Verso casa

Scrivo dall’aeroporto di Madrid, dopo una notte agitata per la paura di non sentire la sveglia. Cerco di trovare la calma per stendere gli ultimi pensieri che l’agitazione delle cose pratiche ha un po’ movimentato.

Ritorno a quella chiesa di Santiago e a quella confessione piena di lacrime, preparata da una strada ormai molto corta:

“Signore ti ringrazio per questa esperienza irreperibile, vuoi per la situazione, vuoi per l’età. E’ come se fossi entrato nell’utero di quel sacerdozio con quel liquido amniotico che mi ha purificato con lacrime cariche di forza. Non so che cosa mi riservi per il mio domani. Mi sta a cuore essere secondo il tuo cuore, la tua parola, in quella donazione che voglio rinnovare perché sia ancora più bella”.

Vedo che le persone già da questi incontri, hanno notato qualcosa. Non voglio illudermi e credere che miracolosamente tutto ora si sia compiuto. Se ci deve essere un cammino questo sarà imprevedibile, carico di fatica e di soddisfazione, pieno di sole e di vento, pieno di neve e di pioggia, carico di entusiasmo e di stanchezza… appunto come il Cammino di Santiago ha espresso. Non ho comprato nulla, ho solo scritto alcune cartoline. Alcune cariche di emozione e di voglia di stringere, altre desiderose di comunicare.

Chiudo qui questa storia vissuta da solo, vissuta in due, insieme alla gente con cui vivo, con cui sono vissuto, insieme alla mie radici di famiglia, insieme ai morti che sono stati importanti, insieme alla Chiesa che ho seguito nelle sue trasformazioni, insieme al creato, insieme ad altri pellegrini. Buon cammino don Norberto per il resto dei tuoi giorni!